L’INSOSTENIBILE EGOISMO DELL’ESSERE

Generalmente non sono interessato ai fatti di cronaca, che non a caso all’interno della rassegna stampa del blog non vengono solitamente menzionati, ma l’omicidio accaduto a Roma lo scorso sabato notte è l’ennesimo delitto che avviene nella Capitale, così come accaduto con il caso Varani, per il quale non si può rimanere indifferenti.

Non mi schiero tra coloro che invocano la pena di morte o più in generale la castrazione chimica per gli uomini violenti e maniaci, credo che forse l’ergastolo potrebbe essere la pena peggiore per un qualsiasi individuo che debba scontare delle colpe. Di sicuro però, dopo che questo individuo non sarà più in circolazione, la nostra società, seppur in misura infinitesimale, sarà leggermente migliore.

L’aspetto che più fa male di questa vicenda è che, se da un lato si scopre il profilo di un mostro che è il classico insospettabile ragazzo perbene, conformista e viziato, incapace di accettare un rifiuto, dall’altro ciò che è venuto fuori è che la collettività si è dimostrata indifferente ed egoista alle richieste di aiuto di questa ragazza, che stando a quanto dichiarato dal Pm, potrebbe essere ancora viva se qualcuno si fosse fermato a soccorrerla. Purtroppo ci si riscopre tremendamente concentrati su se stessi e interessati soltanto a “tirare a campare” guardando ai fatti propri e ai propri piccoli “orticelli”, condannando strenuamente qualsiasi forma di solidarietà verso l’altro, che sia uno sconosciuto o un vicino di casa, additando come “folle” chiunque provi a proporre un modello di convivenza civica differente, perchè contrario alle “leggi individualistiche di mercato” del fare gli interessi degli altri come riflesso dei propri. Non è così che una civiltà sopravvive.

In questo, da non osservante, mi sento di dire che aveva ragione il Papa quando nelle scorse settimane redarguiva dall’interessarsi più agli animali domestici che alle persone. Mi chiedo, se fosse stato un cane o un gatto riverso in fiamme all’angolo della strada ad aver avuto bisogno di aiuto, in quanti si sarebbero fermati? Spero comunque che le persone (almeno due macchine stando alla ricostruzione) che hanno deciso di non fermarsi si stiano sentendo in questo momento profondamente in colpa.

Mi sento di concludere questa mia breve riflessione con la citazione finale del film Lo chiamavano Jeeg Robot del regista Gabriele Mainetti. Jeeg Robot che evidentemente quel sabato sera non c’era perchè non esiste, ma che dovrebbe rappresentare, più che una finzione cinematografica, un nobile stile di vita:

“Che cos’è un eroe? E’ un individuo dotato di grande talento e straordinario coraggio, che sa scegliere il bene al posto del male, che sacrifica se stesso per salvare gli altri, ma soprattutto, che agisce quando ha tutto da perdere e nulla da guadagnare.”

 

Filippo Piccini

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