Massacro in un locale gay in Florida, 50 morti. “Il killer era nella lista Fbi dei simpatizzanti Isis”

Poche ore dopo l’omicidio al termine di un concerto della giovane cantante Christina Grimmie, la città di Orlando, in Florida, torna al centro delle cronache. Omar Mateen, un americano di 29 anni di origini afgane, entra armato in un locale gay, il Pulse, e comincia a sparare all’impazzata prendendo in ostaggio i presenti. Il bilancio è drammatico: almeno 50 morti e oltre cinquanta feriti. Si tratta della peggiore strage di massa a nella storia degli Usa.

LA DINAMICA  

La dinamica non è stata molto diversa da quella della strage al Bataclan di Parigi. Un’unica certezza: una serata di allegria che si trasforma in tragedia, spezzando la vita di decine di persone. Teatro dell’ennesima follia è stata la città di Orlando, nota finora per il celebre parco di divertimenti Disney.

Alle due di notte (ore 8 in Italia), mentre gli ultimi ospiti prendevano l’ennesimo shot e si scambiavano chiacchiere e ballavano l’ultimo pezzo, si sono sentiti i primi spari. La notte d’inferno all’Orlando Pulse, noto night club gay, inizia quindi così: sulla pagina Facebook del locale, appare un primo messaggio «tutti escano fuori e correte». C’erano più di 100 persone all’interno del locale, fortunatamente la folla andava scemando visto che si erano registrati, secondo alcune fonti, addirittura 320 ingressi in tutta la serata.

Un uomo comincia a sparare all’impazzata contro il soffitto e contro la folla che balla sulla pista. Chi si trova accanto al bancone del bar, riferiscono i testimoni, riesce a scappare dalle uscite posteriori. Ma all’interno, restano parecchie persone, che subito si distendono a terra con il viso rivolto al pavimento in preda al terrore. L’uomo quindi si barrica all’interno del locale, tenendo in ostaggio diverse persone per circa tre ore. Interviene La polizia, a quanto pare sono almeno nove agenti che cercano di sbloccare la situazione. Alle 5 di mattina, appare quindi un tweet della polizia della Florida che riferisce della morte del killer.

SI SEGUE LA PISTA DEL TERRORISMO ISLAMICO  

«È stato un attacco ben organizzato e preparato» sottolinea l’Fbi che conferma che la sparatoria viene considerata un atto terroristico e che si sta valutando la possibilità che si tratti di terrorismo islamico. Il killer è Omar Mateen, classe 1986, americano, originario della città Port St.Lucie. Era noto all’Fbi ed era una delle cento persone sospettate di essere simpatizzanti dell’Isis sul radar dell’Fbi in Orlando.

I JIHADISTI ESULTANO SUL WEB  

I jihadisti stanno celebrando sul web la sparatoria di Orlando come «il miglior regalo per il Ramadan». Lo twitta Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete. I jihadisti, riferisce il Site, lodano il killer: «Possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso». Tuttavia, riferisce la stessa Katz, non ci sono al momento rivendicazioni della strage.

fonte: LASTAMPA.it

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