Il debito pubblico tocca un nuovo record: ad aprile 2.230,8 miliardi

Nuovo record del debito pubblico italiano. Ad aprile è aumentato di 2,1 miliardi di euro a quota 2.230,8 miliardi. Banca d’Italia nel supplemento di finanza pubblica al bollettino statistico spiega che l’incremento del debito è stato inferiore al fabbisogno del mese (7,8 miliardi) grazie alla riduzione di 5,2 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine aprile pari a 64,7 miliardi; 83,1 miliardi nello stesso periodo del 2015) e all’effetto complessivo dell’emissione di titoli sopra la pari, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio dell’euro (0,5 miliardi).

Con riferimento ai sotto-settori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 1,7 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 0,4 miliardi; mentre il debito degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. Si ricorda che lo scorso 4 giugno il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha assicurato che nel corso dell’anno il rapporto debito/pil italiano calerà a fronte di una crescita reale dell’economia superiore all’1%.

“Il debito pubblico comincerà a scendere a partire da quest’anno, meno di quanto previsto inizialmente a causa dell’inflazione che non c’è”, ha detto, dopo le recenti valutazioni in senso contrario da parte di molti previsori, ultima Bankitalia a fine maggio. “Sul debito vorrei ricordare che io metto in conto anche il risultato delle privatizzazioni”, ha aggiunto, facendo riferimento al recente provvedimento per la cessione del 29,7% di Poste entro quest’anno. “Il pil reale sta facendo la sua parte. In base ai dati attuali siamo almeno a una crescita dell’1%, ma credo che faremo ben di più”, ha concluso Padoan. Il governo prevede per quest’anno una discesa del debito/pil al 132,4% dal 132,7%.

Inoltre, ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono scese a 28,9 miliardi (29,5 miliardi nello stesso mese del 2015). Ma nel primo quadrimestre le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 118,5 miliardi, superiori di 3,3 miliardi (2,9%) rispetto a quelle relative allo stesso quadrimestre dell’anno precedente.

È poi salito a marzo il controvalore del portafoglio di titoli di Stato italiani detenuti da investitori stranieri sia in termini assoluti sia relativi. Secondo i dati contenuti nel supplemento al bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” diffuso oggi da Banca d’Italia, a marzo il controvalore dei titoli detenuti da investitori non residenti risultava pari a 730,610 miliardi di euro rispetto ai 699,586 miliardi del mese precedente.

In base a calcoli Reuters sui dati di Banca d’Italia, la quota dei titoli del debito pubblico italiano in mano a investitori esteri è passata al 38,9% del totale, dal 37,5% di febbraio. Il portafoglio esteri include anche i titoli di Stato detenuti da investitori domestici attraverso soggetti non residenti e quelli detenuti dalla Bce e dalle Banche centrali di altri Paesi.

fonte: MILANOFINANZA.it

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