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La Camera approva un emendamento per il reddito di inclusione

La Camera ha approvato un emendamento del Pd al ddl di contrasto alla povertà che prevede un «l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà», denominata «reddito di inclusione». A favore hanno votato 226 deputati della maggioranza, contro 50 dei gruppi di opposizione. Il testo del ddl, che è una delega al Governo, già prevedeva l’introduzione di «una misura nazionale di contrasto della povertà». L’emendamento della deputata Pd Donata Lenzi ha proposto di denominare questo strumento «reddito di inclusione».

Nel dibattito protrattosi per oltre mezzora M5s è stato particolarmente critico. Luigi Di Maio ha parlato di «ipocrisia» del Pd, mentre Giorgio Sorial è ricorso a una metafora: «è come il pecorino cinese, che si chiama così ma è fatto con il latte di mucca». Ma critiche dello stesso tipo sono arrivate anche da altri gruppi di minoranza, come Walter Rizzetto di Fdi che ha parlato di «truffa semantica». E alla fine tutti i deputati di opposizione hanno votato contro, mentre a sostegno dell’emendamento di Lenzi hanno votato tutti i parlamentari di maggioranza.

«L’Italia deve dotarsi degli stessi strumenti di contrasto alla povertà che esistono negli altri paesi europei, purtroppo le misure prese finora sono ancora parziali e limitate» spiega il presidente dell’Inps Tito Boeri a margine di un convegno di Confagricoltura sui dati Istat sulla povertà definiti da Boeri «preoccupanti». Parlando della legge delega sulla povertà all’esame della Camera Boeri ha detto che «nel passaggio parlamentare si sono persi pezzi importanti che servivano a finanziare strumenti di contrasto alla povertà. Nel passaggio in parlamento il ddl ha perso incisività».

fonte: LASTAMPA.it

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