Ancora terrore in Francia, sgozzato un parroco in una chiesa vicino a Rouen. Uccisi i due aggressori

È stato sgozzato padre Jacques Hamel, 86 anni, il parroco della chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino a Rouen, preso in ostaggio questa mattina con due suore e due fedeli da due uomini armati di coltelli che poi sono stati uccisi dalle forze speciali della polizia. Entrambi gli assalitori, secondo fonti ben informate citate da Bfm-tv, erano francesi nati a Rouen.

ARRESTATA UNA PERSONA  

Il tragico bilancio è stato confermato da Pierre-Henry Brandet, portavoce del Ministero dell’Interno. Un ostaggio, gravemente ferito, fortunatamente non è più in pericolo di vita. Una persona è stata portata via in ambulanza, ferito anche un poliziotto. Il quartiere è stato isolato, la città vecchia resa inaccessibile. Poche ore dopo l’attentato la polizia ha arrestato una persona. Secondo alcuni media si tratterebbe di un minorenne. Nella chiesa, riferisce inoltre Bfm-tv, «sono stati ritrovati un dispositivo esplosivo e un’arma finta».

LA RIVENDICAZIONE DELL’ISIS  

L’Isis ha rivendicato l’attentato attraverso l’agenzia Amaq, parlando di un «attacco perpetrato da “due soldati” del califfato». Secondo una testimonianza i due uomini, definiti inizialmente “due squilibrati”, gridavano «Daesh, Daesh», Isis, Isis. Uno indossava la “chachia”, il caratteristico copricapo di lana portato dai musulmani, e aveva la barba. Le indagini sono state affidate alla procura antiterrorismo.

LA DINAMICA DEL BLITZ  

I due uomini sono entrati in azione verso la fine della celebrazione della messa delle 9, entrando dalla porta posteriore della chiesa, in rue Gambetta, al centro della cittadina dell’Alta Normandia di meno di 30mila abitanti. Una delle religiose presenti alla funzione è riuscita a fuggire e ha dato l’allarme. Il quartiere della chiesa è stato subito circondato dalle forze dell’ordine che sono riuscite a neutralizzare i due aggressori, circa un’ora dopo la loro irruzione nella parrocchia. A titolo precauzionale gli artificieri hanno ispezionato la chiesa mentre le autorità francesi hanno messo a disposizione un’equipe di sostegno psicologico per le vittime.

UNO DEI DUE ATTENTATORI È ADEL KERMICHE  

Uno dei due attentatori è Adel Kermiche, 19 anni. Kermiche era già stato arrestato per avere tentato di andare due volte in Siria e, durante l’attacco, indossava un braccialetto elettronico. Le notizie sono state ufficializzate dal Procuratore Francois Molins.

Secondo Rtl, Kermiche è cresciuto in una famiglia senza difficoltà economiche. Suo padre è un professore. Si è radicalizzato negli ultimi 18 mesi, affascinato dall’attacco contro Charlie Hebdo. Tentò di andare in Siria nel marzo 2015, ma fu arrestato in Germania e ricondotto in francia. Dopo soli due mesi, il suo secondo tentativo di raggiungere la Siria si fermò in Turchia. Arrestato dalle autorità francesi, Kermiche ottenne la libertà vigilata con braccialetto elettronico il 18 marzo 2016, contro il parere della Procura. Aveva l’autorizzazione ad uscire di casa dalle 8,30 alle 12,30 del mattino.

Il secondo attentatore è un minore che proveniva dall’Algeria, fratello di una persona in stato di arresto.

OSTAGGI USATI COME SCUDI UMANI

Nell’assalto alla chiesa, gli ostaggi sono stati usati come scudi umani: secondo quanto detto dal procuratore Francois Molins, prima di intervenire le teste di cuoio hanno tentato «una trattativa attraverso la porta secondaria» della parrocchia ma non sono potuti entrare perché «i tre ostaggi si trovavano in posizione di muro». Più tardi, due suore e una fedele sono uscite dalla chiesa seguite dai due terroristi che tenevano i coltelli in pugno e gridavano «Allah Akbar». A quel punto sono stati «neutralizzati dalla polizia».

HOLLANDE: L’ISIS CI HA DICHIARATO GUERRA  

Sono immediatamente partiti da Parigi e si sono recati sul posto il Presidente François Hollande, nato a Rouen, a una decina di chilometri dal luogo in cui è avvenuto l’orrore, e il Ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve. «Sappiamo che Daesh ci ha dichiarato guerra – ha detto Hollande -. Siamo stati colpiti tutti da questa tragedia. Dobbiamo restare uniti. Nessuno ci deve toccare. La nostra volontà è combattere questi terroristi, faremo il possibile, impiegando tutte le forze di sicurezza. La nostra forza e la nostra coesione ci aiuteranno». Il premier francese, Manuel Valls, in un messaggio su Twitter, esprime «orrore di fronte al barbaro attacco nella chiesa di Seine-Maritime. La Francia intera e tutti i cattolici sono stati colpiti. Risponderemo in modo unito».

IL DOLORE DEL PAPA

«Papa Francesco è informato e partecipa al dolore e all’orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite» ha dichiarato il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi.

12 GIORNI DOPO NIZZA  

L’assalto alla chiesa è arrivato a dodici giorni dalla strage di Nizza, dopo la quale è stato prorogato per altri sei mesi lo stato di emergenza. Nell’aprile del 2015 era stato arrestato a Parigi, in modo abbastanza fortuito, un algerino di 24 anni, Sid Ahmed Ghlam, sospettato di stare pianificando massacri in alcune chiese.

fonte: LASTAMPA.it

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