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In Francia Valls si schiera contro il burkini: “Incompatibile con i nostri valori”

«Incompatibile con i valori della Francia». È la presa di posizione, la prima, del premier francese Manuel Valls che esprime così sostegno per il bando emesso da alcuni comuni francesi per il burkini in spiaggia. Non è un costume da bagno ma «l’espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna» ha aggiunto. Secondo Valls, il costume da bagno islamico costituisce una «provocazione» ed una «visione arcaica» secondo cui le donne sono «indecorose, impure e che quindi dovrebbero essere completamente coperte». Il premier ha inoltre avvertito che l’estrema destra sta traendo vantaggio dalle tensioni create dal burkini.

Ieri il primo esponente del governo francese ad esprimersi in materia era stato il ministro dei Diritti delle donne, Laurence Rossignol, dicendosi d’accordo con la necessità di «combattere il burkini». In una intervista al quotidiano La Provence, Valls ha detto di non essere favorevole a una legge nazionale contro il burkini.

POLEMICHE E PRIME MULTE A CANNES

La questione ha scatenato polemiche e in un villaggio della Corsica si è arrivati a scontri fra nazionalisti corsi e turisti maghrebini. Prime multe anti-burkini invece a Cannes dopo il divieto imposto dal comune. Tre donne, riferisce Le Parisien, sono state multate lo scorso week-end. L’ammenda è di 38 euro. Finora tre città francesi lo hanno messo al bando per motivi di sicurezza dopo gli attacchi terroristici nel Paese.

LE REAZIONI POLITICHE  

E il centrodestra francese approva la presa di posizione del Premier socialista. «L’argomento dell’ordine pubblico è un buon argomento» per imporre il divieto al costume integrale, ha affermato alla radio Rtl il deputato di centrodestra Henri Guaino, ex stretto consigliere di Nicolas Sarkozy, secondo cui «nella situazione attuale è il momento di mettere fine a certi comportamenti». Si «rallegra» delle parole di Valls anche Thierry Sole’re, parlamentare dei Republicains eletto nella banlieue di Parigi, che argomenta: «In Arabia Saudita, una donna non fa il bagno in topless o in tanga. In Francia, non si fa il bagno in burqa». Parla invece di dichiarazioni «assolutamente incredibili» l’ex ministro socialista Benoit Hamon, esponente tra i più a sinistra del partito e candidato alle primarie per le presidenziali 2017. «È il simbolo di questo fallimento della classe politica francese», ha commentato su France Inter, aggiungendo ironico: «Che cosa impedirà che domani le djellaba e le barbe siano vietate?».

fonte: LASTAMPA.it

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