George Harrison // All Things Must Pass (1970)

Ben tornati a l’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia di musica, La Musica del Venerdì.

Nel 1970, George Harrison aveva ventisette anni, era stato fino a qualche mese prima membro della band più famosa del mondo, aveva molto viaggiato, anche  in India ed era diventato un ottimo musicista. Negli anni in cui aveva fatto parte dei Beatles aveva inoltre scritto moltissime canzoni che non erano state recepite dai suoi compagni. Sembra che per far sentire una delle sue, doveva ascoltarne 50 di Paul Mccartney. Una parte di queste canzoni finirono del suo primo album solista dopo lo scioglimento del gruppo, “All Things Must Pass”.

Per l’occasione ha ospitato alcuni amici, tra cui Eric Clapton, Ringo Starr, Phil Collins e Gary Brooker, tutto con la produzione di Phil Spector.

Sulla copertina del disco, si è fatto ritrarre insieme quattro nani da giardino, chissà che non si riferisca ai compagni di sempre?

Se volete vederlo che ci mostra una copia dell’album a 33 giri..

foto-gh2

se volete vederlo che ci sorride da dietro il vetro di una finestra..

foto-gh3

infine se volete ammirarlo nella rappresentazione del senzatetto, che ha “scambiato tutto per amore”..

foto-gh4

 

Con la famosissima preghiera multi ecumenica “My Sweet Lord”

con la bella “What Is Life”

con l’ammonimento morale di “Isn’t It A Pity”

con la cover di Bob Dylan “If  Not For You”

infine con  l’altro avviso di carattere morale “Beware Of Darkness”

 

Signore e Signori

Ecco a voi

Il grande George Harrison

Buon ascolto e come sempre buon Venerdì

 

Fabrizio Savelli

Condividi:
  •  
  •  
  • 17
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2019 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?