Dimmi quando sei nato e ti dirò di che influenza soffri!

Inizia la stagione fredda e con lei arrivano i primi malanni, uno su tutti la classica influenza.
Vi siete mai chiesti perché arrivi sempre in questo periodo? Perché si chiama così? E perché alcuni di noi sono più suscettibili al virus?

All’origine del termine influenza ci sono motivazione di carattere, pensate un po’, astrologico! Ben prima della scoperta dell’esistenza dei virus, infatti, la malattia era già molto comune e se ne faceva risalire la causa all’influenza degli astri.

Adesso sappiamo che il suo insorgere è provocato da un virus patogeno ad RNA, che utilizza, cioè, l’acido ribonucleico come materiale genetico (e non il più noto DNA). Tre tipi di virus dell’influenza infettano l’uomo, chiamati semplicemente Tipo A, Tipo B e Tipo C. I virus di tipo A sono i più comuni e circolano anche in molte specie animali, quelli di tipo B circolano soltanto nell’organismo umano e non sono all’origine delle pandemie e gli ultimi, solitamente, causano le infezioni più lievi.

Il virus dell’influenza umana evolve molto rapidamente, motivo per cui la ricerca è costantemente al lavoro per sviluppare vaccini più efficaci.

Le sequenze genetiche che codificano per l’involucro esterno, infatti, vengono modificate in modo da sfuggire al sistema immunitario dell’ospite che ha già contratto la malattia in passato rendendo meno efficaci i vaccini preparati sulla base dei ceppi virali degli anni precedenti. Questo, quindi, si verifica da un anno all’altro, del resto si è visto che i virus evolvono con un ritmo molto più veloce di quanto faccia il loro ospite (in questo caso, noi).

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Sappiamo tutti per esperienza cosa sia una pandemia. La capacità dei virus di mutare rende i nuovi ceppi completamente sconosciuti al nostro sistema immunitario e quindi in grado di trasmettersi rapidamente e a grandi distanze, causando epidemie che si diffondono su scala mondiale. Ricordiamo alcune famose pandemie: la Spagnola del 1918, responsabile di almeno 20 milioni di morti, l’Asiatica del 1957, la più recente A(H1N1) del 2009.
Si può semplificare dicendo che quando si verifica una mutazione importante la pandemia è particolarmente diffusa e l’influenza pericolosa, quando si tratta di piccoli cambiamenti abbiamo le variazioni dei virus stagionali.

Prevedere l’evoluzione del virus dell’influenza è molto importante, per questo si cerca costantemente di elaborare modelli validi per migliorare la capacità di protezione dei vaccini. Questi ultimi sono particolarmente importanti, ovviamente, per le categorie a rischio, motivo per cui in questo periodo i medici iniziano a chiamare a raccolta bambini e anziani, nonché persone con specifiche sensibilità.

Per quanto riguarda la periodicità dell’arrivo della malattia si fa solitamente riferimento al fatto che il freddo invernale abbassi le nostre difese immunitarie rendendoci più vulnerabili alla trasmissione. Ad oggi, però, nessuno studio scientifico ha dimostrato in maniera incontrovertibile che basti il freddo a ridurre le nostre difese.

Promettenti ricerche individuano nell’umidità un fattore decisivo. Sembra che la diffusione dell’influenza dipenda più dalle condizioni dell’ambiente interno, le nostre case, i nostri uffici etc., che da quello esterno. I ricercatori hanno visto che i virus sopravvivono meglio con un tasso di umidità inferiore al 50 per cento che si trova, di solito, negli ambienti chiusi in questo periodo, o superiore al 98 per cento, vedi climi tropicali o la mia cucina a novembre. Nel primo caso perché con poca umidità viene agevolato il trasporto del virus per via aerea, nel secondo perché sono condizioni, quelle estremamente umide, simili a quelle del nostro corpo in cui i virus prosperano.

Nelle stagioni miti, quindi, l’influenza è molto meno diffusa anche per questo motivo: i riscaldamenti sono spenti e i livelli di umidità non sono, almeno alle nostre latitudini, estremi.

umidità

Veniamo alla ragione del titolo di questa puntata. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California è andato alle radici delle discrepanze nella suscettibilità riscontrata nella diffusione di influenze di tipo A come l’aviaria del 2009 e quella del 2013. Il virus H5N1 colpì maggiormente bambini e giovani, mentre nel 2013 la fascia più colpita fu quella dei più grandicelli.

Lo studio, pubblicato su Science, ha analizzato i tipi di influenza che i gruppi di età diverse avevano affrontato precocemente nella loro vita. I due virus in questione appartengono a sottotipi che si differenziano per la struttura di due proteine. Ebbene, fino al 1968 tutte le influenze che si sono succedute appartenevano al tipo di cui fa parte H5N1 mentre il secondo tipo di virus rimpiazzò il precedente solo a partire dall’influenza HongKong del 1968. Proprio questo sembra essere l’anno spartiacque. Il sistema immunitario dei nati prima del 1968 probabilmente ha conosciuto e lottato contro il tipo di H5N1 il che li deve aver resi più protetti dagli appartenenti allo stesso genere. La prima volta dei nati dopo quest’anno, invece, è stata con un virus del secondo tipo, motivo per cui hanno meglio tollerato la proliferazione di un’influenza simile.

Gli esperti sottolineano che non si tratta di un vero e proprio scudo contro la malattia, si ritiene, però, che diminuisca sensibilmente la possibilità di sviluppare infezioni gravi e morire in seguito all’insorgere del virus.

Mi direte che in ogni caso, grandi e piccini, tutti ci ammaliamo, certo. Possiamo comunque seguire i consigli, umidificare l’ambiente, cambiare aria e soprattutto lavarci sempre le mani!

Proteggono la gente che sta fuori da noi non sapendo che invece quelli sono ancora più matti. Lo sai che cosa è pazzo? Pazzo è quello che impone la maggioranza. Prendi i germi per esempio. I germi. Ah-ah. Nel diciottesimo secolo non esistevano mica. Nada. Niente. Chi avrebbe mai partorito un’idea del genere? Certo non uno sano di mente. Poi arriva questo dottore…Semmelweis! Semmelweis un bel giorno arriva e cerca di convincere la gente e gli altri medici soprattutto che esistono questi piccoli invisibili cosi chiamati “germi” che entrano nel corpo e ti fanno ammalare. Li convince. Convince i dottori che è giusto lavarsi le mani? Che cos’è questo? Un pazzo! (L’esercito delle 12 scimmie)

Serena Piccardi

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