Torino Film Festival al via, 9 giorni per 150 film

«Un’edizione ricchissima, capace di registrare sempre più attenzione dal mondo. Un grande festival di cinema indipendente». Emanuela Martini racconta così il 34/esimo Torino Film Festival. Nove giorni di proiezioni, fino al 26 novembre, con 158 film, di cui 43 anteprime mondiali, 15 film in concorso scelti tra 4.000 (l’anno scorso ne arrivarono 3.000), guest director Gabriele Salvatores con i suoi 5 film più amati, «che hanno impedito che io facessi l’avvocato», un omaggio a David Bowie e alla cultura punk che quest’anno compie 40 anni.

Inaugurazione all’Auditorium Agnelli del Lingotto con la serata di gala e la proiezione di “Between us” di Rafael Palacio Illingworth, commedia drammatica alla maniera di Cassavetes, sulle vicende di una giovane coppia di trentenni di Los Angeles entrambi in carriera. In concorso un solo film italiano, `I figli della notte´ di Andrea De Sica, nipote di Vittorio. Di scena poi anche un’inedita madrina, Jasmine Trinca che, a suo stesso dire, non ama troppo ricoprire questi ruoli, ma si presterà a darne una sua personalissima versione rock.

Guest director Gabriele Salvatores, che propone i cinque film della sua vita. A Torino anche l’ex direttore della manifestazione, un vero inossidabile cinefilo come Nanni Moretti che presenterà la versione restaurata di Palombella rossa. Sempre nel segno dell’understatement sabaudo, a vincere il gran premio Torino sarà un direttore della fotografia “cult” come Christopher Doyle, che ha lavorato con Wong Kar Wai in otto film, Chen Kaige, Pen-Ek Ratanaruang e Zhang Yimou e con una vita alla Steve McQueen.

Tra gli eventi con più appeal mediatico in cartellone c’è Sully, il nuovo film di Clint Eastwood con protagonista Tom Hanks, sulla vera storia del comandante dell’aereo US Airways 1549costretto a effettuare un ammaraggio di emergenza nel fiumeHudson nel 2009, ovvero Chelsey “Sully” Sullenberger che sarà in sala domani sera.

Sempre nel segno dell’eterogeneità, questa 34 edizione sarà anche Punk, a quarant’anni dalla nascita di questo genere musicale , proponendo una serie di film dedicati a questo genere come The blank generation. Sul fronte musicale italiano, da non perdere Nessuno ci può giudicare di Steve della Casa, ovvero gli anni 60 alla luce dell’impatto con il rock italiano e i cosiddetti “musicarelli” (prevista a Torino la presenza di Caterina Caselli e Rita Pavone).

Tornando all’America, sempre da non perdere Free state of Jones di Gary Ross con Mattew MacConaughey, storia vera del contadino del sud degli States che, durante la guerra civile, si ribellò all’esercito confederato. Unica opera italiana in concorso, infine, I figli della notte di Andrea De Sica, figlio di Manuel, «un lavoro ispirato – dice il giovane regista- ai miei anni del liceo e ad alcune persone che hanno segnato la mia vita».

A vincere il premio Maria Adriana Prolo alla carriera non poteva che essere in questo festival dell’impegno, un regista come Costa Gavras.

fonte: LASTAMPA.it

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