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Addio a Vittorio Sermonti, con lui l’Italia riscoprì Dante

Addio allo scrittore, poeta, saggista, regista e traduttore Vittorio Sermonti, grande divulgatore di Dante Alighieri e pioniere delle letture della Divina Commedia, eseguite ovunque e instancabilmente, alla radio, in teatro, in televisione, nelle piazze, che gli hanno dato una certa popolarità. Sermonti, scomparso stamani a Roma all’età di 87 anni, è stato sposato con Samaritana Rattazzi (figlia di Susanna Agnelli), da cui ha avuto tre figli, Maria, Pietro e Anna. Nel 1992 si è sposato in seconde nozze con la scrittrice e poetessa Ludovica Ripa di Meana. Suo fratello Giuseppe Sermonti è un genetista di fama mondiale.

Coltivando una passione dantesca fin da ragazzino, nel 1987 la Rai affidò a Vittorio Sermonti la registrazione radiofonica di tutti i cento canti della Commedia di Dante, da lui introdotti con una premessa critica del testo. Per questo sforzo si avvalse della collaborazione del famoso filologo Gianfranco Contini, portando a termine la registrazione nel 1992.

Nel 1995 Sermonti iniziò le sue letture pubbliche della Commedia, ampliando le proprie osservazioni critiche, nella basilica di San Francesco a Ravenna, davanti a migliaia di persone; tra il 2000 e il 2002, aggiornando la parte critica, replicò ai Mercati di Traiano e al Pantheon di Roma; dal 2003 al 2005 fu a Firenze (Cenacolo di Santa Croce) e a Milano (Santa Maria delle Grazie); nel 2006 a Bologna (Santo Stefano). Le letture continuarono in altre piazze d’Italia ma anche in Svizzera, Spagna, Regno Unito, Argentina, Cile, Uruguay, Israele, Turchia.

Sermonti ha pubblicato in tre volumi il suo monumentale sforzo di commentatore e divulgatore: “L’Inferno di Dante. Con la supervisione di Gianfranco Contini” (Rizzoli, 1988), “Il Purgatorio di Dante. Con la supervisione di Gianfranco Contini” (Rizzoli, 1990) e “Il Paradiso di Dante. Revisione di Cesare Segre” (Rizzoli, 1993). Nel 2015 Rizzoli ha pubblicato nella collana Bur l’edizione definitiva.

Sull’onda del successo delle letture dantesche, nel 2006 a Milano (Santa Maria delle Grazie) e nel 2007 a Roma (esedra del Marco Aurelio nei Musei Capitolini) Sermonti lesse in pubblico la sua nuova traduzione dei XII libri dell’Eneide di Virgilio. Fra l’autunno 2009 e la primavera 2010 ha registrato per intero – con la regia di Ludovica Ripa di Meana – la versione definitiva dei cento commenti-racconto e delle cento letture della Commedia di Dante, dei dodici libri dell’Eneide e di 14 “racconti verdiani”. Nel giugno 2012 ha registrato, con la medesima regia, la sua traduzione delle Metamorfosi di Ovidio.

Nato a Roma il 26 settembre 1929, sesto di sette fratelli, da padre avvocato di origini pisane, e madre palermitana: da bambino, vedeva circolare in casa personaggi come Vittorio Emanuele Orlando (suo padrino di nascita), Luigi Pirandello, Alberto Beneduce, Enrico Cuccia.

Scrittore, saggista, traduttore, regista di radio e tv, giornalista, docente di italiano e latino al liceo Tasso di Roma (1965-1967) e di tecnica del verso teatrale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (1973-1974), consulente Cee (1985-1988), Sermonti, come amava ricordare, si è sempre occupato “dell’energia vocale latente nei testi letterari, ossia del rapporto fra la scrittura e la voce”.

Cresciuto nel perimetro di Niccolò Gallo con Giorgio Bassani, Cesare Garboli, Antonio Delfini, Pier Paolo Pasolini, Goffredo Parise, Vittorio Sermonti fu chiamato dal critico d’arte Roberto Longhi a collaborare con la rivista “Paragone” nel 1954. Nel 1963, tardivamente, si laureò con lode all’Università La Sapienza di Roma in filologia moderna con una tesi su Lorenzo Da Ponte, avendo come relatori Natalino Sapegno e Giovanni Macchia. Nel 1956, per meno di un anno, fu iscritto al Pci, uscendo in seguito all’invasione sovietica dell’Ungheria. Nel 1956-57 visse a Brema, nel 1967-68 a Praga, dal 1975 al 1979 a Torino, dove diresse il Centro Studi del Teatro Stabile.

Sermonti ha collaborato a diversi giornali: “L’Unità”, tra il 1979 e il 1982; a “Il Mattino” (1985-86), al “Corriere della Sera” (1992-94). Nelle sue centoventi regie per la radio (1958-1984) ha lavorato con i più grandi attori del tempo: da Renzo Ricci a Vittorio Gassman, da Paolo Poli a Carmelo Bene, da Sarah Ferrati a Valeria Moriconi.

Sermonti ha pubblicato tre romanzi – “La bambina Europa” (Sansoni, 1954), “Giorni travestiti da giorni” (Feltrinelli, 1960), “Novella storica su come Pierrot Badini sparasse le sue ultime cartucce” (Garzanti, 1968) -, un libro di racconti praghesi (“Il tempo fra cane e lupo”, Bompiani, 1980) e un saggio-epopea sui campionati del mondo di calcio (“Dov’è la vittoria?”, Bompiani 1983).

E’ autore di un libro di versi poetici (“Ho bevuto e visto il ragno, cento pezzi facili”, Il Saggiatore, 1999); nel 2009, per Rizzoli, ha pubblicato un volume di saggistica varia e stravagante: “Il vizio di leggere”. Inoltre ha pubblicato in rivista (“Paragone”, “Palatina”, ecc.) o in volumi miscellanei una serie di saggi su Mozart, Lorenzo Da Ponte, Emanuel Schikaneder, Pietro Metastasio, Ettore Petrolini, August Strindberg e altri personaggi.

Per la radio, ha scritto un gran numero di programmi, fra i quali quattro “Interviste impossibili”: con Giulio Cesare, Marco Aurelio, Otto von Bismarck, Vittorio Emanuele II (poi in volume, Bompiani 1976-77), oltre alla primissima versione delle letture dantesche (1987-1992, poi ritrasmesse più volte).

Nel bicentenario leopardiano, ha scritto un libretto d’opera per Giorgio Battistelli (“Giacomo mio, salviamoci!” Macerata 1998); per il centenario verdiano 14 racconti estratti dalle partiture di 14 opere verdiane (“Sempreverdi”, Rizzoli 2002: eseguiti da lui stesso come voce recitante con musiche di compositori vari al Forte Spagnolo dell’Aquila, 2001-2002); il libretto di Gesualdo, “Considered as a Murderer” per Luca Francesconi (Amsterdam, 2004).

Nel 2007 ha pubblicato per Rizzoli “L’Eneide di Virgilio” (traduzione scandita da 24 introduzioni); nella primavera del 2012 ha finito la traduzione delle Metamorfosi di Ovidio. Nel settembre 2012 Giunti editore ha pubblicato e messo in rete la versione definitiva della Commedia di Dante in cd, in ebook e in evoicebook.

Sermonti ha scritto e curato inoltre la messinscena di tre spettacoli-collages (La religione del profitto, La mossa del cavallo e Amor circulus est bonus, Torino, stagioni 1977-78 e 1978-79). A cavallo del millennio si è prodotto in un gran numero di conferenze-spettacolo su temi danteschi.

Rispetto all’interpretazione pubblica di Roberto Benigni della Commedia di Dante, Vittorio Sermonti ha detto: “La mia lettura è diversa da quella di un attore. Un attore interpreta anche i personaggi che Dante incontra. Io invece interpreto solo Dante. È lui il solo personaggio e la mia voce deve compitare ciò che quel personaggio ricorda. E su Benigni ha detto: “Il suo modo di attualizzare Dante è divertente ma non si possono dire spiritosaggini e cose un po’ ovvie per adescare il pubblico. Questo non è un buon servizio fatto al Poeta e nemmeno agli ascoltatori”.

Però Sermonti ha detto anche che “la Divina Commedia corrisponde esattamente ai mezzi di Roberto Benigni, che nel leggerla non tiene a freno l’emotività, trema, suda, gli vengono le lacrime agli occhi. Carmelo Bene era strepitosamente bravo. Benigni non dà quell’impressione: riesce a cavar fuori da chi l’ascolta un po’ di grandezza, un rispetto di sé”.

fonte: adnkronos.com

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