Ninne Nanne nella storia della musica

Ben tornati a l’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia di musica, La Musica del Venerdì.

La nascita del tipo di canzone che chiamiamo Ninna Nanna, si perde nella notte dei tempi e senza volere invadere il campo della nostra esperta di scienze, Serena Piccardi, vi posso dire che fu probabilmente un ominide preistorico, quasi sicuramente una femmina,

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che di fronte all’impellente bisogno di far addormentare il proprio piccolo, emise per prima una serie di suoni soavi, diversi da quelli gutturali utilizzati per comunicare con gli altri, realizzando così il miracolo a cui tendiamo ancora oggi.

Ma dato che questa non è una guida pratica per genitori insonni, vi mostrerò come la suddetta composizione sia stata interpretata da grandi artisti anglosassoni:

iniziando con il biblico e recentemente ripianto Leonard Cohen

Canadian singer and poet Leonard Cohen i

con il brano “Lullaby”

di seguito gli americani Billy Bragg & Joe Henry

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nella cover di “Hobo’s Lullaby” nota canzone di Woody Guthrie

la band inglese The Cure

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con la loro onirica, aracnofobica e surreale “Lullaby”

la nota canadese Loreena McKennitt,

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con la sua medievale “Lullaby”

Billy Joel

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invece ci canta “Lullabye (Goodnight, My Angel)” scritta per la figlia Alexa Ray

gli irlandesi The Pogues

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con la loro “Lullaby Of London”

infine l’americano Emitt Rhodes

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che negli anni sessanta ebbe una singolare esperienza discografica, ma decisamente questa è un’altra storia, qui ci canta la sua “Lullaby”

 

Signore e Signori

Non mi rimane che augurarvi

Buon ascolto e come sempre buon Venerdì

 

Fabrizio Savelli

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