Gelo Usa-Russia, la risposta di Putin: “Noi non espelleremo diplomatici americani”

Il rapporto fra Stati Uniti e Russia torna al clima di Guerra Fredda. Ieri la decisione del presidente Barack Obama di espellere 35 diplomatici russi definiti «agenti dell’intelligence» di Mosca e autori di attività di hackering durante le elezioni presidenziali che hanno visto vincere Donald Trump.

Oggi la risposta del Cremlino. «La reciprocità è la legge diplomatica nelle relazioni internazionali – dice il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov -. Per questo proponiamo al presidente della Russia di dichiarare persone non gradite 31 funzionari dell’ambasciata Usa a Mosca e altri quattro del consolato Usa a San Pietroburgo», Una richiesta che però non è stata raccolta da Putin ha deciso di «non espellere» i diplomatici americani in risposta alle azioni di Washington. Lo fa sapere il Cremlino in un comunicato. La Russia si «riserva il diritto» di rispondere agli Stati Uniti ma non intende scendere al livello di una «diplomazia irresponsabile».

Il giallo della scuola angloamericana moscovita

In precedenza la Cnn aveva diffuso la notizia della chiusura di una scuola angloamericana moscovita frequentata anche dai figli del personale delle ambasciate britannica e canadese ma anche da molti ragazzi americani. Notizia però smentita dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che l’ha definita una «menzogna» aggiungendo su Facebook: «Evidentemente la Casa Bianca è impazzita completamente e ha iniziato a inventare sanzioni contro i propri bambini». «CNN e altri media occidentali, citando fondi ufficiali americane, hanno nuovamente diffuso informazioni non attendibili», ha concluso.

Trump: vedrò capi intelligence russa, ora guardiamo a cose più importanti  

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che incontrerà i vertici dell’intelligence Usa per fare il punto sulle accuse di hackeraggio alla Russia, ma dopo le sanzioni decise da Barack Obama ha invitato a guardare avanti nei rapporti con Mosca.

«Nell’interesse del nostro Paese e del suo grande popolo, la prossima settimana incontrerò i leader della comunità dell’intelligence per essere aggiornato sui fatti di questa situazione», ha twittato Trump. «È tempo per il nostro Paese di procedere verso cose migliori e più grandi», ha aggiunto.

Trump ha sempre minimizzato sulla questione degli attacchi informatici al Partito democratico, arrivando a insinuare che potrebbero essere partito dagli stessi Stati Uniti, perché basterebbe «un ciccione di 400 chili che gioca a fare l’hacker dalla sua camera da letto». Già quanto era trapelata l’intenzione della Casa Bianca di sanzionare Mosca, non aveva nascosto la sua contrarietà: «Dobbiamo andare avanti con le nostre vite», aveva twittato.

fonte: LASTAMPA.it

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