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È morto Tomas Milian, il cubano che si sentiva italiano

È morto ieri a Miami, Tomas Milian nome d’arte di Tomas Quintin Rodriguez Milian. L’attore era nato a Cuba, a L’Avana, il 3 marzo 1933. Viveva da molti anni negli Usa ma era noto soprattutto in Italia dove, nonostante avesse lavorato con autori come Lattuada, Visconti o Maselli, era soprattutto per la sua partecipazione in western e nei film polizieschi dove impersonava l’ispettore Nico Giraldi e il poco onesto quanto romanissimo Sergio Marazzi, detto “Er Monnezza”.

LA FAMIGLIA E L’INIZIO DELLA CARRIERA

Tomas Milian cresce nel piccolo villaggio di Cutono vicino all’Avana. La famiglia fa parte della ricca borghesia cattolica. Suo padre è il generale Emiliano Rodríguez, al servizio del dittatore Gerardo Machado. Sua madre è la nipote di un cardinale dell’Avana.

A 16 anni Tomas decide di intraprendere la carriera artistica. Così, finito il liceo, lascia Cuba e parte per la Florida. Sceglie Miami e si iscrive all’Accademia Teatrale. Nel 1958, a 25 anni, si sposta a New York. Frequenta l’Actor’s Studio fondato da Elia Kazan (e allora diretto da Lee Strasberg). Nel frattempo si improvvisa lavapiatti, benzinaio, posteggiatore: tutto pur di mantenersi mentre cerca di diventare un attore. Contemporaneamente perfeziona l’inglese, impegno che gli permette di affinare le sue doti recitative tanto da fruttargli un ingaggio a Broadway. Inizia con alcune produzioni minori, che gli valgono le attenzioni dei responsabili della NBC, alla ricerca di volti nuovi per una serie televisiva intitolata Decoy (1957- 58). Diretta da Michael Gordon, è il suo trampolino di lancio.

Il personaggio di Sergio Marazzi, soprannominato “Er Monnezza”, fa il suo esordio nel film Il trucido e lo sbirro, detto da Umberto Lenzi nel 1976. Lo si ritrova anche in La banda del trucido (1977, regia di Stelvio Massi), La banda del gobbo (1977, Umberto Lenzi). Milian si è ispirato a Quinto Gambi, un suo amico di Tor Marancia nonché controfigura ufficiale nelle scene d’azione.

IL RITORNO A NEW YORK

Nella seconda metà degli anni ’80 torna a New York, dove partecipa a film famosi, di solito nella parte del cattivo, come in Oltre ogni rischio (1989) di Abel Ferrara ed in Revenge (1990) di Tony Scott. Decide di continuare in America la sua carriera, specializzandosi come caratterista: partecipa, così, a grandi produzioni come A mistad (1997) di Stephen Spielberg, accanto ad attori come Anthony Hopkins e Morgan Freeman, e Traffic (2000) di Steven Soderbergh, dove tratteggia perfettamente il personaggio dello spietato generale Salazar. Tornato a vivere a Miami, nonostante l’età avanzata, in The Lost City (2005) spalleggia con eleganza Andy Garcia e Dustin Hoffman.

“ER MONNEZZA”, IL RITORNO NON GRADITO

Nel 2005, Carlo Vanzina dirige Il ritorno del Monnezza. Il protagonista è Claudio Amendola. Tomas Milian non gradisce e in varie interviste racconta il suo disappunto. A V anity Fair dichiara: «Lo ammetto: è stato un colpo al cuore. Come se avessero rapito mio figlio. Non mi hanno contattato e direi una bugia se negassi di essere dispiaciuto. Non è nel mio stile ingannare la gente. Se io fossi morto, d’accordo. Ma sono vivo e continuo a lavorare! Almeno un cameo ci stava, o no?».

fonte: LASTAMPA.it

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