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A Pontida il concertone antirazzista dell’”orgoglio terrone”

Sono più di 1500 e molti di loro vestono la t-shirt “terroni a Pontida” o anche “terroni del Nord”. Sono accorsi a Pontida, in provincia di Bergamo, da tutta Italia, ma soprattutto da quella Napoli che l’11 marzo scorso aveva ospitato Matteo Salvini, leader della Lega Nord che proprio qui a Pontida ha la sua roccaforte. La manifestazione “antirazzista e terrona” è cominciata intorno alle 14.30 nel prato e fuori dal cimitero cittadino che oggi, così come molti dei negozi e degli uffici pubblici della cittadina bergamasca, che il sindaco Luigi Carozzi ha voluto chiudere in questa giornata. Pontida oggi è una città fantasma. Vicino al cimitero invece suonano e ballano la musica dei 99 Posse, di Tonino Carotone e di Bennato. Più tardi si terrà anche un torneo di calcio tra squadre di migranti– che oggi partecipano in gran numero – e di italiani.

«Abbiamo espugnato Pontida, questa terra considerata della Lega Nord. Siamo qui per raccontare che per noi non esistono i feudi della Lega Nord e del razzismo, vogliamo costruire ponti e lo facciamo con questa festa, che richiama l’orgoglio antirazzista e terrone», ha spiegato Raniero Madonna di Insurgencia. Alla manifestazione sono presenti anche alcuni consiglieri comunali di Napoli come Pietro Rinaldi (Sinistra Italiana), Rosario Andreozzi e Eleonora De Majo (Dema) e il presidente della III Municipalità di Napoli Ivo Poggiani (Dema). «È una bella giornata di festa, ma il nostro non è folklore è uno sforzo di lotta al lepenismo – spiegano – Siamo venuti qui ed abbiamo girato per il Paese scoprendo che tutti sono contro il sindaco leghista. Dove va Salvini, come a Napoli, la gente lo odia ma dove arriviamo noi se la prendono con il sindaco leghista».

Nei giorni scorsi la tensione si era alzata tra gli organizzatori dei centri sociali – come Insurgencia di Napoli – e Ferrovie dello Stato che non voleva concedere il prato richiesto dai napoletani. Era quindi intervenuta la Prefettura di Bergamo che aveva concesso lo spazio. Nella mattinata di oggi, poi, è sparita dal pratone della Lega Nord la scritta “Padroni a casa nostra”: la frase, identificativa del movimento leghista a Pontida, è stata cancellata dagli esponenti locali del carroccio in via prudenziale. Più tardi è apparsa quella “Salvini duce” e una stella rossa accanto (anche questa già cancellata).

fonte: LASTAMPA.it

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