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La Francia ha scelto: Macron ottavo presidente, sfiora il 66%

Emmanuel Macron è l’ottavo presidente della Repubblica francese. Gli exit poll Bfm resi noti alle 20, subito dopo la chiusura delle urne nelle grandi città (nel resto del Paese si erano chiuse alle 19), danno il candidato di “En Marche!”, 39 anni, al 65,9%. Visibilmente emozionato, un po’ rigido e senza mai sorridere, ha parlato alla nazione dal suo quartier generale: «E’ un grande onore e una grande responsabilità. Niente era già scritto. Grazie a tutti coloro che mi hanno dato voto e sostegno. Vorrei rivolgere un saluto repubblicano alla mia avversaria, cosciente delle divisioni che hanno portato a voti estremi. Conosco fratture sociali, impasse democratici, garantirò l’unità della nazione. So che ci sono volti, uomini donne bambini, vite intere. Mi rivolgo a tutti voi, insieme. Siamo eredi una grande storia, dobbiamo trasmetterlo ai nostri figli, dare nuovo slancio a questo messaggio. Lo difenderò insieme all’Europa e alle sue speranze. La comunità dei destini scelta dal nostro continente». Macron ha reso omaggio a Hollande, promettendo nei prossimi cinque anni di sconfiggere le paure e ritrovare l’ottimismo e lo spirito di conquista, non tirandosi indietro di fronte alle sfide. La «moralizzazione della nostra vita pubblica» sarà «la base della mia azione – ha aggiunto -. Mi batterò con tutte le forze contro la divisione che ci mina e ci abbatte. Amiamo la Francia, da stasera, e per i prossimi cinque anni, la servirò in vostro nome con umiltà, devozione, determinazione».

Immediata la festa alla spianata del Louvre, dove si sono radunati i suoi sostenitori. Intanto dei tafferugli con lancio di fumogeni sono scoppiati intorno a Boulevard de Belleville.

Marine Le Pen ha chiamato l’avversario poco dopo che sono stati diffusi i primi exit poll e si è congratulata con lui: «Gli elettori hanno scelto la continuità», ha detto in diretta televisiva, plaudendo comunque a un risultato «storico e di massa, i francesi hanno scelto un’alleanza di patrioti come prima forza all’opposizione»: 11 milioni di persone l’hanno votata. «Porterò avanti la battaglia per quelli che vogliono scegliere la Francia, la sua sicurezza, la sua identità». «Il Fn deve rinnovarsi profondamente per essere all’altezza di questa opportunità storica» ha aggiunto, annunciando l’intenzione di «proporre di avviare una trasformazione del nostro movimento» ed appellandosi a «tutti i patrioti». Il Front National «non avrà più lo stesso nome»: è quanto annunciato dal numero due del partito di estrema destra, Florian Philippot, parlando ai microfoni di Tf1.

Il passaggio di consegne
Il primo impegno pubblico di Macron sarà domani al fianco del presidente Francois Hollande all’Arco di Trionfo, per le celebrazioni dell’8 maggio, anniversario della vittoria degli Alleati sulla Germania nazista. Hollande, che ha avuto Macron prima come consigliere economico all’Eliseo, poi come ministro, non incontra pubblicamente il suo successore dallo scorso agosto, quando Macron – allora ministro dell’Economia – decise di lasciare il governo in disaccordo con la linea politica. La data del passaggio di consegne non è stata ancora stabilita. L’investitura deve tenersi tra la proclamazione dei dati ufficiali, il 10 maggio, alle 17.30, e il momento in cui si esaurisce il suo mandato, domenica 16 maggio. L’investitura avverrà dunque tra giovedì e domenica della prossima settimana.

“Scelta per una Europa forte e unita”
Immediate le reazioni internazionali. «La vittoria di Macron è una vittoria per una forte Europa unita, e per l’amicizia franco-tedesca» ha commentato su Twitter il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert in tedesco e in francese. Anche Theresa May, premier conservatrice britannica, impegnata per quella Brexit che Macron ha apertamente criticato, rivolge «congratulazioni cordiali» all’esponente centrista francese e si dice pronta a «lavorare insieme su una vasta gamma di priorità condivise». «Contento che i francesi abbiano scelto un avvenire europeo» ha scritto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker su Twitter. Per il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk «i francesi che hanno scelto la libertà, l’eguaglianza e la fratellanza e hanno detto no alla tirannia delle fake news». «Evviva Macron, una speranza si aggira per l’Europa» scrive il premier Paolo Gentiloni. «Congratulazioni a Emmanuel Macron per la sua grande vittoria oggi come nuovo presidente della Francia. Aspetto con ansia di lavorare con lui!» twittato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Astensione record
Alle 19.15 l’astensione al secondo turno delle presidenziali francesi è stimata stimata al 25,3%, con un’affluenza pari al 74,7%. La stima è di Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions, Radio France LCP-Public Sénat, RFI-France 24, Le Point e Le Monde, secondo quanto riporta quest’ultimo quotidiano. Si tratta dell’astensione più forte per un secondo turno dal 1969. È anche la prima volta da quell’anno che la partecipazione degli elettori al ballottaggio è inferiore rispetto al primo turno.

I candidati al voto
Telegiornali e i siti hanno riempito l’attesa della giornata di voto con foto e servizi sul voto dei candidati e del governo che esce di scena. Macron ha votato insieme con sua moglie Brigitte al Touquet, località balneare elegante del Nord dove ha una casa. Nulla da segnalare se non che, apparentemente, era rilassato e si è intrattenuto una buona mezz’ora a stringere mani e scattare selfie. E subito la sua seconda casa è diventata una specie di nuova attrazione turistica, fotografatissima e twittatissima.

Madame Le Pen ha invece fatto il suo dovere civico a Hénin-Beaumont, sempre Nord ma per nulla balneare né tantomeno elegante. Voto a Tulle, il suo feudo elettorale nella Francia più profonda, per François Hollande. Il suo predecessore, Nicolas Sarkozy, ha votato a Parigi insieme con Carla Bruni.

Protesta Femen davanti al seggio di Le Pen: due attiviste fermate
Sono state fermate almeno due delle Femen che questa mattina hanno inscenato una protesta davanti al seggio a Hénin Beaumont in cui ha votato la candidata dell’ultradestra alla presidenza francese, Marine Le Pen. Le militanti avevano srotolato un uno striscione da un’impalcatura davanti alla chiesa della città con la scritta “Marine al potere, Marianna si dispera”, con riferimento alla ”Marianna” allegoria dei valori repubblicani della Francia di libertà, uguaglianza e fraternità.

Già al primo turno del 23 aprile scorso la polizia aveva arrestato un gruppo di militanti della Femen che cercavano di boicottare il voto di Le Pen. Una decina di donne si era presentata in un collegio elettorale della leader del Front National a seno nudo e con il volto coperto con maschere di Le Pen padre, Jean-Marie, del presidente russo Vladimir Putin e di quello americano, Donald Trump. Qualche giorno prima, un’attivista aveva fatto irruzione nella sala Zenith di Parigi mentre Marine Le Pen stava tenendo un discorso elettorale.

Gli attacchi degli hacker irrompono sulle presidenziali
Il sabato del tradizionale silenzio era stato rotto dall’eco della denuncia di un cyber-attacco «massiccio e coordinato» contro la squadra del candidato centrista Macron. Il candidato del movimento “En Marche!” ha però tremato per un attacco hacker che ha denunciato come mirato a «destabilizzare la democrazia, con le modalità viste durante l’ultima campagna presidenziale negli Usa». Un’allusione che sembra puntare il dito contro la Russia (apparentemente schierata con la Le Pen), dopo gli attacchi informatici che avrebbero favorito Donald Trump. Il presidente francese uscente, Francois Hollande, ha promesso che i responsabili saranno individuati e puniti. «Sapevamo che ci potessero essere rischi di questo genere durante la campagna presidenziale perché era già avvenuto (allusione alle presidenziali Usa, ndr), ma non consentiremo che quanto è accaduto resti impunito».

In rete sono finiti migliaia di mail, documenti contabili e altri file rubati nelle scorse settimane da account pubblici e privati di dirigenti del movimento e volutamente mischiati con false informazioni, per un totale di nove gigabyte di dati. L’utente che ha diffuso i file si è firmato EmLeaks e ha usato un link di WikiLeaks che si è però immediatamente detta estranea all’operazione. Il #Macronleaks potrebbe essere partito dagli Usa: i media britannici hanno rivelato che dietro i primi tentativi di diffusione sui social network potrebbe esserci un gruppo di estrema destra americano molto attivo su Internet.

Il Front National ha denunciato i lati oscuri di Macron che sembrano emergere dalle mail: «I ##macronleaks insegneranno cose deliberatamente uccise dal giornalismo investigativo?», ha chiesto con un tweet il vicepresidente, Florian Philippot. La commissione nazionale di controllo della campagna presidenziale ha diffidato i media dal «dar conto dei contenuti» dei file pubblicati dagli hacker, ricordando che «la diffusione di false informazioni è passibile di essere perseguita a norma di legge».

fonte: LASTAMPA.it

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