Corea del Sud, Moon Jae-in eletto presidente Nuova speranza per il dialogo con Pyongyang

È Moon Jae-in, del Partito Democratico e fautore della distensione con la Corea del Nord, il vincitore delle elezioni presidenziali in Corea del Sud. Secondo gli exit poll pubblicati dalle principali tv di Seul e dall’agenzia Yonhap è al 41,4%, con 17 punti di vantaggio sul più vicino avversario, Hong Jun Pyo, ex magistrato candidato del Partito di destra delle libertà.

I sudcoreani sono stati chiamati al voto anticipato per il nuovo presidente dopo l’impeachment di Park Guen Hye, che dopo la sua destituzione è stata arrestata a fine marzo per lo scandalo di corruzione in cui è coinvolta.

Sessantaquattro anni, Moon Jae-in è stato avvocato per i diritti umani ed è figlio di rifugiati nord-coreani fuggiti durante la guerra di Corea del 1950-1953. La sua elezione rappresenta una svolta sulla scena politica di Seul, governata negli ultimi nove anni dallo schieramento conservatore. Moon ha già detto che vuole «aprire la porta a una nuova era, a nuovi politici e una nuova generazione» e ha puntato molto sulla lotta alla corruzione dopo gli scandali che hanno travolto Park-Guen Hee, la figlia dell’ex dittatore che a marzo ha subito l’impeachment ed è finita in carcere dopo mesi di proteste di piazza.

La prima tappa, il 17 aprile scorso, è stata una tradizionale roccaforte conservatrice, la città di Daegu nel sud del Paese, città natale dell’ex presidente Park. Quello di Moon, ha spiegato un esponente del suo partito poco dopo l’inizio della corsa alla Casa Blu (la Casa Bianca sud-coreana), è stato un segnale chiaro della volontà di «superare gli antagonismi regionali e diventare un presidente che ha il sostegno di tutto il Paese».

Le sfide che Park dovrà affrontare sono anzitutto l’economia e le diseguaglianze sociali: in particolare il problema della disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 29 anni di età) che lo scorso anno sfiorava il 10%, e la riforma del «chaebol», le grandi conglomerate di Seul. Tra queste ci sono nomi noti in tutto il mondo, come Samsung (implicata nello stesso scandalo della Park), Lg, Sk e Hyundai.

Moon ha svelato un piano di cento giorni per fare ripartire il mercato del lavoro e ha promesso di mettere in cima all’agenda di governo la creazione di posti di lavoro. Il prossimo presidente sud-coreano verrà osservato a livello internazionale, soprattutto per l’approccio che utilizzerà nei confronti della Corea del Nord.

fonte: LASTAMPA.it

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