Via libera al decreto per il salvataggio delle banche venete, lunedì gli sportelli aperti regolarmente

La crisi delle banche venete ha raggiunto «livelli» tali che hanno reso necessario «un intervento di salvataggio per evitare i rischi evidenti di un fallimento disordinato». Il premier Paolo Gentiloni introduce così il decreto varato dal consiglio dei ministri per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Una operazione che consentirà di assicurare domani mattina la regolare apertura degli sportelli dei due istituti, grazie alla «mobilitazione» di risorse pubbliche per circa 17 miliardi, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

A prendere la parte «sana», la cosiddetta good bank, sarà Intesa Sanpaolo, alla quale andrà un esborso di cassa di circa 5,2 miliardi. Di questi, 4,7 miliardi serviranno per mantenere invariato i parametri patrimoniali del gruppo. Altri 400 milioni «a copertura delle garanzie attivate per fronteggiare i rischi legati al completamento della due diligence nei confronti dello stock delle sofferenze». È previsto anche il ristoro degli obbligazionisti subordinati retail, fino al 100%. Una parte del ristoro, il 20%, sarà fornita da Intesa Sanpaolo.

«Il nostro intervento consentirà di mettere in sicurezza oltre 50 miliardi di risparmi affidati alle due banche e di tutelare 2 milioni di clienti, di cui 200.000 aziende operanti in aree tra le più dinamiche del Paese» spiega il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. «Oltre a ciò -dice Messina- l’integrazione delle due banche e del relativo personale sarà gestita senza licenziamenti ma solo attraverso uscite volontarie».

fonte: LASTAMPA.it

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