Dopo il no all’Italia, la Francia ha deciso di nazionalizzare i cantieri Stx

Emmanuel Macron, «l’europeista liberale» che tre mesi fa ha conquistato la poltrona più importante di Francia, ha deciso di nazionalizzare i cantieri Stx-di Saint Nazaire. Lo ha annunciato il ministro dell’economia Bruno Le Maire, che martedì sarà a Roma per discutere del caso con i ministri Padoan e Calenda. Macron nel pomeriggio ha chiamato il premier Gentiloni per parlare della questione. «La decisione di esercitare il diritto di prelazione che abbiamo appena adottato è una decisione temporanea», ha precisato Le Maire. Questa mossa deve darci «il tempo di negoziare nelle migliori condizioni possibili la partecipazione di Fincantieri ai cantieri navali di Saint-Nazaire per costruire un progetto europeo solido e ambizioso».

Nei fatti, la nazionalizzazione verrà resa operativa «entro domani sera», prima, dunque, del 29 luglio, data limite per avvalersi del diritto di prelazione riconosciuto allo Stato francese. Intervistato in mattinata da BFM-TV, il portavoce del governo, Christophe Castaner, aveva lasciato intravedere uno spiraglio.

L’obiettivo «non è nazionalizzare Stx», ha detto, sottolineando che con l’Italia, un «partner importante», è in corso «una forma di negoziato». I cantieri di Saint Nazaire fanno parte «degli interessi nazionali», per questo «è normale che in una trattativa con dei partner internazionali lo Stato possa alzare i toni». Fonti vicine al dossier citate da Le Monde completano meglio l’affermazione del fedelissimo collaboratore di Macron. «L’obiettivo non è nazionalizzare, ma siamo costretti a farlo in modo transitorio». E ancora: «Servirà a guadagnare tempo per proseguire i negoziati con l’Italia oppure trovare un’altra soluzione».

Parigi non intende restare proprietario ma vuole trovare una soluzione che la soddisfi pienamente. E per ora, il costo della nazionalizzazione, 80 milioni di euro, resta «ragionevole», commenta Le Monde, assicurando che lo Stato, già azionista al 33%,intende dunque avvalersi del su diritto di prelazione sul sul resto del capitale. Intanto, non mancano i commenti e le battute ironiche sull’europeismo a senso unico di Macron, con Parigi che acquista a mani basse in Italia – dal settore delle Tlc a quello del lusso – ma si mette di traverso quando gli affari si fanno nell’altro senso. Lapidario il commento di Le Monde: «Non chiamatelo più liberale». Laddove molti avevano previsto un programma di privatizzazioni, il leader trentanovenne di En Marche «inaugura il quinquennato con una statalizzazione particolarmente inattesa».

fonte: LASTAMPA.it

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