Merkel di nuovo cancelliera, ma il governo sarà difficile. Boom per l’estrema destra

Trionfo della destra populista dell’Alternative für Deutschland (AfD) alle elezioni federali tedesche. La formazione anti-islamica ed euroscettica fondata appena cinque anni fa, ha raggiunto – secondo i primi exit poll diramati subito dopo la chiusura dei seggi alle ore 18 dalla prima rete televisiva Ard, – ben il 13,2 % dei consensi. Il Partito di Alice Weidel e Alexander Gauland ha così ottenuto ancora più voti di quanto previsto nei sondaggi degli ultimi giorni e conquisterebbe ben 89 seggi nel nuovo Bundestag, la Camera bassa del parlamento tedesco. Un risultato che – se dovesse confermarsi anche dopo lo scrutinio di tutte le schede elettorali – rappresenterebbe una drammatica stesura nella storia della Germania del dopoguerra, portando per la prima volta in modo così massiccio una formazione di estrema destra con forti venature neonaziste e revisioniste, al Bundestag.

Come da previsioni, a vincere le elezioni è l’Unione cristiano-democratica (Cdu) di Angela Merkel, che assieme al partito alleato bavarese dei Cristiano-sociali (Csu) ha ottenuto il 33,2% dei voti. Una flessione di 8 punti rispetto alle ultime consultazioni del 2013, ma quanto basta a garantire ad Angela Merkel un quarto mandato in veste di cancelliera. «Speravo in un risultato migliore – ha commentato la cancelliera riconfermata – Ma dopo 12 anni di governo la vittoria non era scontata, non dobbiamo dimenticare che dietro di noi c’è stato un periodo importante e di sfida. Abbiamo comunque raggiunto gli obiettivi strategici, siamo il più forte partito come Cdu/Csu e noi dovremo formare un governo».

Il vantaggio del suo partito sui socialdemocratici di Martin Schulz è del resto molto ampio. Dopo quattro anni nella veste di alleato di minoranza all’interno della Grande coalizione, l’Spd ottiene solo più il 20,8 % delle preferenze ed incassa uno dei suoi peggior risultati della storia. «Un giorno difficile e amaro per la socialdemocrazia – ha commentato il principale rivale Schulz – Abbiamo mancato l’obiettivo. Ma con questa percentuale continueremo a batterci per i nostri principi. L’ingresso dell’Afd nel Bundestag può essere minacciosa, può rappresentare un pericolo. Nessun democratico può guardare altrove di fronte a una cosa del genere nel nostro Paese».

Situazione di sostanziale pareggio invece per i cosiddetti partiti minori. Gli exit poll vedono i Verdi al 9,2%, i Liberali della FdP al 10% e i postcomunisti della Die Linke al 9%. Stando a questi primi dati la formazione di una nuova maggioranza di governo appare complicata. Due le opzioni possibili: una riedizione della Grosse Koalition fra Cdu/Csu ed Spd, oppure una cosiddetta “alleanza giamaicana“ (che prende il suo nome dai colori nero, giallo verde dei rispettivi partiti) formata da Cristiano-democratici, Liberali e Verdi.

Il vero nodo ora è quello per la governabilità. E il primo commento della candidata di spicco dei Verdi, Catrin Goering-Eckardt, ne è la prova: «Ci saranno colloqui difficili, faremo soltanto quello in cui crediamo».

fonte: LASTAMPA.it

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