Al G7 della Salute di Milano si parla di fame: la soffrono 52 milioni di bambini

La stessa città che due anni fa ha organizzato un Expo completamente dedicato al cibo ospita, in avvio dei lavori del G7 sulla Sanità, il primo forum del Decennio di azione delle Nazioni unite sulla Nutrizione. Il «Global Nutrition Summit 2017», coordinato dalla Gates Foundation, è un incontro organizzato per fare il punto della situazione sugli obiettivi di Sviluppo sostenibile tra governi, fondazioni private, Banca mondiale e Ong provenienti da tutto il mondo, tenutosi a Milano il 4 novembre. «Un privilegio», commentano, facendo gli onori di casa, il sindaco Giuseppe Sala e la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, alla presenza dell’ex segretario generale dell’Onu, Kofi Annan.

Nonostante i progressi conseguiti negli ultimi anni, ancora 155 milioni di bambini nel mondo soffrono di arresto della crescita mentre altri 52 milioni sono denutriti e 20 vengono al mondo sottopeso. Preoccupanti anche i dati sui finanziamenti alla lotta contro la malnutrizione: i donatori devolvono solo lo 0,5% degli aiuti internazionali mentre i Paesi destinano soltanto tra l’1 e il 2% dei propri bilanci sanitari a combattere la fame nel mondo. Gli oltre 3,4 miliardi di dollari raccolti nella giornata d’anteprima all’inaugurazione del G7 della sanità, che quest’anno ha un focus particolare su cibo, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione, sono una buona spinta per non lasciare che le promesse di impegno rimangano solo parole. 640 milioni andranno a nuovi progetti mentre i restanti milioni saranno impiegati per raggiungere gli obiettivi (2016-2026) messi in campo dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

Il «Global Nutrition Summit» è per Milano l’occasione di ribadire il suo ruolo internazionale nella diffusione di una corretta alimentazione. «Nel 2015, in occasione di Expo, abbiamo lanciato il “Milan Urban Food Policy Pact”, il primo patto internazionale sulle politiche alimentari urbane – ricorda il sindaco Sala -. Oggi le 159 città che hanno sottoscritto il Patto, che rappresentano 450 milioni di persone nel mondo, stanno lavorando insieme per garantire migliori sistemi alimentari ai loro cittadini». Più di cento le «buone pratiche» già realizzate, ma il primo cittadino di Milano chiede di più: «Le città devono diventare leader influenti a livello globale nella cultura di una sana alimentazione».

«Il nostro impegno deve essere su due fronti – conclude la ministra Lorenzin -. Locale, nell’educare a una corretta nutrizione il nostro popolo per abbattere i costi sanitari dell’invecchiamento, e globale, nell’investire in progetti di sviluppo che affrontino la povertà, i cambiamenti climatici, le disuguaglianze, le migrazioni».

fonte: LASTAMPA.it

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