Gli italiani tornano a viaggiare per le feste

Ben 15 milioni e 298 mila italiani (+7,7% rispetto al 2016) saranno in viaggio in occasione delle feste di Natale e Capodanno e trascorreranno fuori casa in media 3,9 notti. Di questi, il 33,3% contro il 29,2% dello scorso anno approfitterà per fare una vacanza «lunga», cioè a cavallo tra le due ricorrenze. Lo rileva Federalberghi. L’84% di chi parte resterà in Italia. Il giro d’affari complessivo determinato da questo movimento turistico toccherà i 9,9 miliardi di euro (+13,3% rispetto al 2016).

È la ciliegina sulla torta di un anno “con il botto” per il turismo in Italia: il 2017 si avvia infatti a totalizzare “oltre 420 milioni di presenze, il 4,2% in più sul 2016 e nuovo record storico per il Paese”. Dopo un’estate “da ricordare, anche a dicembre il turismo continua” a mandare segnali positivi: tra Natale e l’Epifania le imprese ricettive del Belpaese prevedono di registrare circa 16,8 milioni di presenze, oltre 380mila in più (+2,3%) rispetto alle passate festività. È quanto è emerso dall’indagine previsionale sui flussi turistici realizzata dal Centro studi turistici (Cst) di Firenze, per conto di Confesercenti Nazionale, su un campione di 1.657 imprenditori ricettivi.

“Per tutto il periodo delle festività di quest’anno il mercato turistico registrerà complessivamente 5,9 milioni di arrivi e 16,8 milioni di presenze, di cui 12,5 milioni concentrate tra Capodanno e l’Epifania. La maggior parte delle presenze sarà di italiani – circa 10,2 milioni, con un incremento del 2,1% rispetto al 2016 (+210mila) – ma è il turismo straniero a crescere di più con 6,6 milioni di presenze, il +2,5% rispetto all’anno precedente (+170mila). Le previsioni sono incoraggianti per tutte le tipologie di strutture, anche se i valori potrebbero ulteriormente migliorare per effetto della domanda last minute. Gli alberghi registreranno aumenti sia dei turisti italiani (+2,4%) sia degli stranieri (+2,2%), a differenza delle strutture extralberghiere dove l’aumento degli italiani si ferma al +1,1% e quello degli stranieri sale al +3,9%”, sottolinea l’indagine.

“La domanda turistica è in crescita in tutte le aree geografiche, con percentuali più elevate per il Nord Ovest (+2,7%) e per il Sud/Isole (+2,8%); più contenute le stime per le regioni del Nord Est e del Centro Italia, anche se comunque in progresso di circa due punti percentuali. Le performance migliori sono state segnalate dagli imprenditori ricettivi delle città e dei centri d’arte (+2,5% e un incremento degli stranieri del +2,9%) e campagna/collina (+2,3%, con una crescita attesa degli stranieri pari al +4,2%). Ma se l’appeal delle nostre città d’arte è ormai un fatto scontato, il meteo ’da neve’ dà una mano anche alle località montane, per le quali si stima un aumento dei flussi del +2,2%. Valori di crescita sono segnalati anche per le località di mare (+2%) e dei laghi (+1,6%). Fortemente dinamico anche il mercato delle aree classificate ad “altro interesse” (+2,6%), mentre valori di stabilità sono attesi per l’offerta termale”, rileva lo studio Confesercenti-Cst.

“Dopo un’estate da ricordare, anche la stagione invernale conferma il dinamismo del turismo italiano e il contributo che sta dando alla ripresa – evidenzia Patrizia De Luise, presidente Confesercenti – Nonostante il settore continui a soffrire i problemi di sempre – dalla promozione insufficiente ai deficit logistici e infrastrutturali, reali e digitali – le imprese turistiche hanno fatto la loro parte, mostrandosi capaci di intercettare e soddisfare la crescente domanda di Italia, interna ed estera. Ma il lavoro aggiuntivo è stato premiato solo in parte: i margini degli operatori continuano ad essere messi sotto pressione dalla concorrenza degli abusivi e dall’eccesso di costi burocratici e fiscali che penalizzano il settore”. “Gli stessi turisti, in Italia, sono tassati più che in altri Paesi: non solo attraverso un’imposta di soggiorno che è sproporzionata in troppe località, ma anche con un’aliquota IVA sui prodotti turistici più alta rispetto a quella dei nostri rivali. Bisogna che la politica capisca che la competizione turistica è una competizione tra sistemi-Paese e sostenga più convintamente il settore più brillante della nostra economia, anche con un piano di promozione che permetta di andare oltre al turismo mordi e fuggi”, conclude De Luise.

fonte: LASTAMPA.it

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