Due giorni, una notte // Fratelli Dardenne

due giorni, una notte

Due giorni, una notte è uno degli ultimi lavori dei fratelli Dardenne, un film che “ha rischiato” di vincere un Oscar, quello per la meravigliosa protagonista, Marion Cotillard, e una Palma d’oro a Cannes 2014. Nomination meritate per un film che, purtroppo, in Italia non ha avuto il successo dovuto in termini di pubblico.

La storia

Sandra (Marion Cotillard) è appena uscita da un lungo periodo di depressione che l’ha tenuta lontana dal posto di lavoro. Ora sta bene ed è pronta per tornare, ma i suoi colleghi si sono abituati a lavorare senza di lei, facendo qualche ora di straordianario ben pagata. Il proprietario della fabbrica decide quindi di far scegliere ai suoi dipendenti: reintegrare Sandra o licenziarla e ottenere in cambio un bonus di 1.000 euro cadauno. La prima votazione, anche a causa delle grosse pressioni del capo reparto, si conclude con il voto favorevole al licenziamento. Juliette, amica e collega di Sandra, riesce ad ottenere una seconda votazione per il lunedì. Sandra ha due giorni e una notte per incontrare tutti i suoi colleghi e convincerli a rinunciare al bonus.

I due giorni, una notte di Sandra

Inizia così una via crucis per Sandra, porta dopo porta, collega dopo collega per non perdere il lavoro. Perderlo potrebbe significare tornare a soffrire di depressione e Sandra questo non può proprio permetterselo. Un tema attualissimo, che non può far altro che colpirci nel profondo. Sentiamo il malessere di Sandra ad ogni passo, ad ogni incontro. Sandra è debole, non riesce ancora ad abbandonare le sue pillole, va avanti solo grazie all’aiuto del marito e noi siamo lì con il fiato sospeso fino alla votazione, sperando che i suoi colleghi facciano la cosa giusta. Ma qual è la cosa giusta? E giusta per chi?

Mors tua vita mea

Mille euro sono una benedizione, tutti sono pronti a passare sul cadavere del prossimo pur di non perderli. Non per questo i colleghi di Sandra ci sembrano cattivi; è una lotta alla sopravvivenza, addirittura Sandra che è sul punto di perdere tutto capisce il perchè di ogni singolo no. C’è chi non può rinunciare al bonus sennò non potrà mandare la figlia all’università; c’è l’immigrato che non può aiutare Sandra altrimenti i colleghi lo faranno licenziare; il padre di famiglia che fa già il doppio lavoro e neppure così arriva a fine mese.  Gente comune, drammi quotidiani. Mentre Sandra fa visita ai suoi colleghi i Dardenne ci obligano a farci la stessa domanda che Sandra pone loro. Noi cosa avremmo fatto? 1000 euro per tappare qualche buco qui e lì sono nulla rispetto a quello che Sandra potrebbe perdere. E se invece ci trovassimo nella situazione di Sandra cosa faremmo? Chi di noi avrebbe davvero il coraggio di bussare ad ogni porta chiedendo di rinunciare a 1000 euro solo per salvare lei, una collega, una tra tante, nulla di più. Sandra “elemosina” qualche sì senza perdere mai la sua dignità.

La forza dei Dardenne

La forza dei Dardenne sta come sempre nel toccante realismo dei loro lavori. Qui, però, la marcia in più è la bravissima Cotillard che dà vita perfettamente ad una donna stanca, demoralizzata, sempre ripiegata su se stessa, come la più fragile delle persone.

Nancy Aiello

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