Alta Fedeltà // Stephen Frears

Ogni esistenza è una “compilation” di emozioni, fallimenti, vittorie e dolori. Una lunga classifica che in definitiva ci rende quello che siamo. Se solo per un istante decidessimo di intraprendere un viaggio dentro di noi, quale sarebbe la top five della nostra esistenza? E quali canzoni sceglieremmo come colonna sonora?

Da questo incipit prende vita Alta Fedeltà, tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby. Una commedia all’apparenza romantica, ma che in realtà nasconde il desiderio quasi maniacale di capire i nostri fallimenti sentimentali. Come ogni viaggio alla ricerca della verità, Alta Fedeltà inizia con un punto di rottura. Ovvero l’ennesima donna che pianta Rob Gordon. Rob, interpretato da un indolente e perfetto John Cusack, gestisce da un tempo che pare eterno un negozio di dischi, il Championship Vinyl. Un luogo quasi anacronistico che allo stesso tempo sembra intrappolarlo e rifletterlo come uno specchio. La sua ultima relazione con Laura, naufragata come sempre nella totale incomprensione di Rob, diventa lo spunto per intraprendere un viaggio nella Top Five delle donne che lo hanno mollato. Una lista di 5 nomi, che nel corso del tempo hanno travolto e abbandonato Rob. Il suo bisogno di capire le motivazioni di ogni fallimento sentimentale lo porta a contattare, una dopo l’atra, tutte le donne che compongono la sua personale compilation.

Alta Fedeltà, diretto da Stephen Frears, si scontra con la necessità di rendere brillante e credibile ogni personaggio senza cedere a compromessi stucchevoli o escamotage zuccherini. Nella cornice metropolitana di una Chicago frettolosa, Frears riesce a tessere una perfetta maglia di flash back e situazioni presenti, senza mai perdere il ritmo. La commistione tra musica e immagini rende l’intera pellicola quasi un viaggio on the road, in compagnia dei classici senza tempo che hanno segnato la storia del rock e non solo. Un film che non parla direttamente d’amore, pur citandolo continuamente, che mira a fare luce sulle nostre responsabilità in ogni rapporto importante che si è inceppato durante la nostra vita.
Rob incarna tutte le nostre frustrazione amorose, il nostro bisogno di sentirci non colpevoli e in un certo qual modo vittime della volontà altrui. In realtà dietro al nostro cuore spezzato, ammaccato e dolorante, aldilà delle lacrime amare e delle scatole di cioccolatini divorate si nasconde anche la nostra parte di colpa. Sarò proprio questo lungo viaggio a portare Rob a scontrarsi con la verità nascosta come sporcizia sotto il tappeto dell’autoindulgenza.

Alta Fedeltà è una composizione musicale perfetta, con un cast che offre un prova recitativa brillante e in perfetta sintonia con i personaggi. Oltre il già citato John Cusack troviamo l’eccentrico Jack Blac, l’adorabile ed eclettica Joan Cusack, un brizzolato Tim Robbins con tanto di coda di cavallo, Catherine Zeta-Jones, Lily Taylor e Lisa Bonet.

Alla fine del suo tortuoso percorso Rob riuscirà a riconquistare l’amore di Laura? In definitiva è una commedia romantica… e credo che già sappiate la risposta! Quello però che rende davvero bellissimo questo film, oltre ad una colonna sonora pazzesca che conta un numero incredibile di tracce memorabili, è la possibilità per tutti noi di fare in un certo senso pace con i nostri limiti. Accettare che non si può sempre rincorrere qualcosa di solamente idealizzato. E che in definitiva possiamo creare la top five del secolo per l’unica persona che conosciamo e amiamo davvero.

Serena Aronica

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