Battaglia nei cieli della Siria, abbattuto F-16 israeliano

Battaglia all’alba nei cieli della Siria e di Israele. Un drone di fabbricazione iraniana è penetrato nello spazio aereo israeliano, al confine con il Golan. Un elicottero israeliano lo ha intercettato e abbattuto. In rappresaglia per la violazione alcuni cacciabombardieri dello Stato ebraico hanno compiuto raid sulle postazioni dell’esercito siriano e delle milizie sciite alleate.

La reazione dell’anti-aerea siriana è stata questa volta molto intensa. Un missile, probabilmente del sistema S200, ha colpito un F-16. Il jet è precipitato nel Nord di Israele. I due piloti sono riusciti a lanciarsi con il paracadute. Sono feriti leggermente, ma «in buone condizioni», e sono stati portati in un ospedale militare. Il portavoce dell’esercito israeliano, generale Ronen Manelis, ha precisato che «un drone iraniano è decollato dal territorio siriano, è stato identificato e abbattuto da un elicottero, è caduto sul nostro territorio ed è in nostro possesso». Sarà esaminato per valutazioni tecniche.

Difesa accanita
I missili anti-aerei lanciati dalla difese intorno a Damasco sono penetrati nello spazio aereo israeliano è hanno fatto suonare a lungo le sirene di allarme in tutto il nord del Paese. È la prima volta che un sistema antiaereo russo riesce ad abbattere un jet israeliano nel corso della guerra civile in Siria, che ha visto decine di raid dell’aviazione dello Stato ebraico contro obiettivi dell’Hezbollah libanese in territorio siriano. Alcuni fonti, da confermare, dicono che in realtà sarebbero entrati in azione i più potenti S300, che in teoria però sono sotto diretto controllo di Mosca. Almeno 25 missili hanno preso di mira l’F-16, che alla fine è stato colpito.

Seconda ondata di raid, 12 obiettivi colpiti.
Poco dopo l’abbattimento dell’F-16 è partita una seconda ondata di raid israeliani di rappresaglia. Questa volta gli obiettivi erano postazioni e depositi di armi di Hezbollah, e forse iraniani, vicino alla base aerea T4, a Ovest di Palmira, e a Jabal Manaa, a Sud di Damasco. Abitanti della capitale riferiscono di forti esplosioni vicino al sobborgo di Al-Kiswah, nella zona. Damasco ha risposto con il lancio di decine di missili anti-aerei che si sono diretti anche verso lo spazio aereo israeliano e hanno fatto scattare per la seconda volta le sirene di allarme nel Nord di Israele. Secondo le forze armate israeliane sono stati colpiti «dodici obiettivi».

Riunito lo stato maggiore
Israele ha riunito lo stato maggiore delle forze armate per un summit di emergenza: la situazione “sul fronte Nord è considerata seria”.

fonte: LASTAMPA.it

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