I reietti dell’altro pianeta // Ursula K. Le Guin

Il libro nasce dal confronto tra due mondi (anzi un pianeta e il suo satellite): Anarres e Urras.
Urras è il pianeta principale del sistema: esso è ricco di vegetazione, economicamente e tecnologicamente sviluppato e con una popolazione numerosa e divisa in stati. Su Urras esistono gli stati, i governi e l’economia è organizzata o in proprietà privata o in socialismo reale (rispettivamente negli stati A-Io e Thau).

Tenendo a mente che il testo è stato scritto negli anni ‘70, sorge spontaneo il confronto tra queste due realtà e gli USA e l’URSS; in questa descrizione, apparentemente poco originale, fanno capolino gli odoniani del satellite Anarres. Sulla luna, scappati centosettanta anni prima degli eventi narrati nel romanzo, vivono dei coloni anarchici. Gli odoniani crearono, su questo satellite desolato, una società senza governo e senza proprietà, dove tutto nasce dalla collaborazione e dall’aiuto reciproco e dove persino la lingua viene spogliata di ogni riferimento al possesso.

Il confronto tra questo mondo anarchico – collettivistico e gli stati di Urras viene condotto sotto diretta osservazione di Shevek, un fisico odoniano costretto ad andare per motivi scientifici su Anarres.
Tanto Anarres è pulito e organizzato, tanto Urras è povero e bisognoso dell’esterno, eppure Anarres cerca continuamente contatti o scambi con il satellite, mentre gli odoniani vivono con continuo turbamento questa loro esigenza degli altri.

Il lettore rimane affascinato nello studio dei due mondi e dei vari sistemi di vita e viene spinto a domandarsi se realmente sia possibile vivere in un mondo senza stato o se questa sia destinata a rimanere un’utopia a cui aspirare nel tentativo di migliorare il presente.
In finale, sembra suggerirci il libro, ogni paradiso può diventare prigione se l’individuo non conserva uno spirito di osservazione critica.

Gabriele Germani

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