Lilith’s Hell // Vincenzo Petrarolo

Esistono conflitti, guerre e rancori più antichi della stessa terra che ci rammentano che l’uomo non è stata la prima creatura a generare il caos. L’uomo però non ha neppure cercato di discostarsi da un modello comportamentale tirannico o ribelle ma ha scelto l’emulazione. Poiché l’uomo ha sempre sognato di essere come Dio e la prima creatura che ha scelto di assoggettare è stata la donna.

Perché questo preambolo quasi biblico? Ovviamente per introdurre la scelta di Vincenzo Petrarolo di utilizzare come componente sovrannaturale del suo primo lungometraggio una potente figura femminile.

Anche questa settimana ho infatti deciso di accantonare le grandi produzioni per setacciare il letto sabbioso del made in Italy. Tra pietre di poco valore e sassi, ho trovato Lilith’s Hell (2015).

Il film ruota intorno a tre giovani filmaker che decidono di unire le forze per realizzare un mockumentary che omaggi il loro idolo Ruggero Deodato (Cannibal Holocaust). Sfruttando la solitaria villa della nonna di Marco (interpretato dallo stesso Petrarolo), allestiscono il set per iniziare le riprese. Nell’attesa che il resto del cast arrivi, i tre ragazzi decidono di girare un backstage. L’arrivo anticipato della truccatrice e dell’attrice, darà però il via a strani fenomeni. Ciò che si annida nella villa, celata da una patina di normalità, è una potente entità demoniaca. Una creatura antichissima e temibile venerata in segreto da una setta occultista di cui la nonna di Marco fa parte.

Il plot non è esattamente un inno all’originalità, ma la scelta di spostare l’attenzione su una creatura estremamente controversa e interessante come Lilith riesce a colmare il senso di déjà vu.

Petrarolo sceglie di affidarsi allo stile mockumentary nella prima parte, e al found footage nella seconda, per trascinare lo spettatore attraverso quella che è una parabola discendente verso la scoperta di un segreto terribile. Questa scelta registica porta Petrarolo ad addentrarsi in un terreno insidioso, dove lo scivolone è sempre dietro l’angolo. Tuttavia il film riesce sempre a mantenersi ben saldo alla propria identità, potendo contare anche su ottimi effetti visivi e sonori.

Molto spesso poi le pellicole horror dotate di un budget poco consistente, non riescono a soddisfare l’aspetto “visivo” precipitando in effetti speciali dozzinali e al limite del grottesco. Questo fortunatamente non accade in Lilith’s Hell, grazie alla presenza di un grande professionista del settore come Tiziano Martella.

Lilith’s Hell è sicuramente un film che subisce il peso di non avere grandi produzioni alle spalle, ma che riesce comunque a regalare allo spettatore una buona dose di jumpscare. Da sottolineare anche la presenza dello stesso Deodato, che compare nel film regalandoci un godibilissimo cameo.

Imperdibile se siete stufi marci di vedere sempre demoni maschili che sbraitano per colpa della crisi di mezza età e volete finalmente godervi un po’ di diabolico girl power!

Per chi poi fosse curioso può andare a sbirciare la nuova sfida di Petrarolo, attualmente alle prese con un nuovo progetto cinematografico, il thriller psicologico The Follower.

Stay Tuned!

Serena Aronica

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