Užupis, il potere della fantasia nella Repubblica degli Artisti

Al centro di Vilnius, capitale della Lituania, sorge uno Stato nello Stato molto diverso da quelli a cui siamo abituati. Si tratta di Užupis (“Al di là del fiume”), quartiere della città oggi patrimonio dell’UNESCO, che 21 anni fa dichiarò la propria indipendenza istituendo una “Repubblica degli Artisti”.

Dal XVI secolo il quartiere fu prevalentemente abitato da ebrei, rimanendo quasi disabitato a seguito del loro sterminio durante la Seconda guerra mondiale. Dopo la dichiarazione d’indipendenza della Lituania dall’Unione Sovietica, nelle case abbandonate e fatiscenti si stanziarono coloro che rifiutavano il nuovo stile di vita e gli emarginati dal nuovo sistema. Divenne l’area più degradata del paese, caratterizzata da povertà, alti tassi di criminalità e servizi pubblici inesistenti.

Ma negli Anni 90’ la situazione iniziò a cambiare in maniera radicale: il poeta, musicista e regista Romas Lileikis e il suo amico Tomas Čepaitis ebbero una stravagante idea. Un’idea nata per provocazione e orientata a prendersi cura di un luogo totalmente trascurato dalle istituzioni, che divenne rapidamente qualcosa di più: il 1º aprile 1997, insieme ai residenti della zona, dichiararono la nascita della Repubblica indipendente di Užupis.

Negli alloggi disponibili a basso costo si trasferirono progressivamente numerosi artisti e intellettuali di ogni tipo: pittori, scultori, scrittori, musicisti, poeti, registi, fotografi e studenti dell’accademia d’arte che ha sede a Vilnius.

L’estrosa Repubblica dall’atmosfera bohémienne, rilassata e anticonformista, ha un Governo, un Presidente, quattro bandiere che cambiano con le stagioni e l’, una valuta del valore di una birra, che non subisce inflazione. È un luogo elogio alla liberta di espressione, alla collaborazione e alla convivenza nella diversità, di cui si può essere cittadini pur vivendo in un altro posto del mondo. Cullata dallo scorrere del fiume Vilnia, che crea una piccola penisola, è collegata alla città vecchia da ben sette ponti e avvolta da un fascino estroso e decadente.

Nella piazza centrale si innalza il simbolo ufficiale e patrono della Repubblica Užupis: un angelo alto dieci metri, costruito su un piedistallo eredità di un monumento sovietico smantellato, su cui sorse prima una statua di Frank Zappa e poi quello che il suo ideatore definisce “un simbolo della fine del comunismo, ma da cui si capisse anche che nel precedente sistema non tutto era deprimente” (The Guardian, dichiarazione del fotografo Saul Paukstys).

La Costituzione di Užupis, oggi tradotti in 70 lingue, è stata scritta da Lileikis e Tomas Čepaitis in tre ore nel bar Užupis Kavine, ai tempi uno dei pochissimi punti di ritrovo della città e attuale sede informale delle Istituzione della Repubblica di Užupis. A chi chiede se la sua fondazione non sia stata un gioco, Lileikis risponde:

“Al contrario: l’avevamo fatto per la gente. Dopo l’indipendenza dall’Unione Sovietica tutti si erano messi a costruire lo Stato, anche se nessuno sapeva come accidenti si facesse. Così, invece di uno Stato, edificarono un apparato burocratico. Di Užupis, poi, l’amministrazione comunale non sapeva che farsene. In sostanza ci lasciarono mano libera” (Internazionale, dichiarazione di Lileikis)

Numerose delegazioni provenienti da paesi europei l’hanno visitata e il Dalai Lama, giunto nel 2001, ne è divenuto cittadino onorario.

Passeggiando per Užupis si possono trovare innumerevoli oggetti di uso comune ricollocati in luoghi insoliti, a enfatizzare la concezione antiutilitaristica dello spazio urbano, strettamente collegata all’emozionalità, allo stupore e alla fantasia. Gli artisti a Užupis esprimono loro stessi in maniera libera e spontanea, infischiandosi di standard artistici e convenzioni.

Ma cos’è realmente oggi la Repubblica di Užupis?

Si tratta di un’organizzazione pubblica che raggruppa una comunità di artisti, dando spazio alle loro idee e offrendo loro una galleria d’arte anticonvenzionale a cielo aperto, rappresentata dall’intero quartiere. Užupis è il simbolo di una radicale riqualificazione urbana e sociale dal basso.

L’attività dell’organizzazione Alternative Art Center (AMC) nel tempo ha guadagnato la fiducia e il sostegno della società e del Governo, che gli ha concesso spazi e finanziamenti fino a dar vita, nel 2002, all’ Užupis Art Incubator (UAI), primo progetto di questo tipo nei paesi baltici.

Dalla sua fondazione, l’UAI ha coinvolto nei suoi progetti oltre 750 sviluppatori lituani e 160 artisti stranieri provenienti da Finlandia, Georgia, Svizzera, Francia, Lettonia, Russia, Stati Uniti, Norvegia, Danimarca, Belgio e altri paesi.

La sua crescente notorietà ha attirato nel corso degli anni molti turisti e Užupis ha innegabilmente perso parte delle sue caratteristiche originarie, ma quell’essenza di libertà e tolleranza si respira tutt’ora per le sue strade ed è impressa sui pannelli lungo Paupio Gatvė. Nel 2013 su questa strada del quartiere, alla presenza del Presidente della Lituania e del Sindaco di Vilnius, sono stati affissi dei pannelli che enunciano i 41 articoli della Costituzione:

1. Tutti hanno diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere
2. Tutti hanno il diritto all’acqua calda, al riscaldamento d’inverno e a un tetto
3. Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo
4. Tutti hanno il diritto di fare errori
5. Tutti hanno il diritto di essere unici
6. Tutti hanno il diritto di amare
7. Tutti hanno il diritto di non essere amati
8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti
9. Tutti hanno il diritto di oziare
10. Tutti hanno diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui
11. Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore
12. Il cane ha diritto di essere un cane
13. Il gatto non è obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessità
14. A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri
15. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non è obbligatorio
16. Tutti hanno il diritto di essere felici
17. Tutti hanno il diritto di essere infelici
18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio
19. Tutti hanno il diritto di avere fede
20. Nessuno ha il diritto di usare violenza
21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l’eternità
23. Tutti hanno il diritto di comprendere
24. Tutti hanno il diritto di non capire
25. Tutti hanno il diritto di appartenere a qualunque nazionalità
26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
27. Tutti devono ricordare il proprio nome
28. Tutti hanno il diritto di dividere ciò che posseggono
29. Nessuno può dividere ciò che non possiede
30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti
31. Tutti possono essere indipendenti
32. Tutti sono responsabili della propria libertà
33. Tutti devono poter piangere
34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi
35. Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo
36. Tutti hanno il diritto all’individualità
37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti
38. Tutti hanno il diritto di non avere paura
39. Non deludere
40. Non combattere
41. Non cedere

Potremmo aggiungere un 42esimo articolo, ennesimo prezioso insegnamento che ci regala questa piccola utopia lituana: tutti sono responsabili del cambiamento e hanno il dovere di adoperarsi per realizzarlo.

Martina Masi

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