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25 aprile, finisce con ‘Bella ciao’ il corteo delle polemiche a Roma

Si è svolto tra le polemiche il corteo organizzato dall’Anpi a Roma in occasione del 25 aprile. Il lungo serpentone è arrivato sulle note di “Bella ciao” a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, dopo aver sfilato per le vie della Garbatella.

“Siamo tantissimi”, hanno rivendicato gli organizzatori al megafono. Moltissime le bandiere al vento, da quelle dei partiti a quelle dei sindacati, fino a quelle palestinesi, motivo per cui ieri la Comunità ebraica di Roma ha deciso di non partecipare.

All’arrivo del corteo anche alcuni partigiani, che poi sono saliti sul palco dove si sono alternati gli interventi, tra cui quello della sindaca di Roma, Virginia Raggi, accolta da molti applausi e qualche fischio, e quello del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Raggi: “I fischi non riscrivono la storia”

Dal palco di Porta San Paolo la sindaca di Roma Virginia Raggi ribadisce il suo messaggio e il suo appello all’unità per le celebrazioni del 25 aprile. La prima cittadina interviene al termine del corteo a cui non ha preso parte la Brigata ebraica in polemica con la presenza delle bandiere palestinesi annunciata alla manifestazione di oggi. Nel suo discorso Raggi raccoglie molti applausi, oltre al ringraziamento degli organizzatori, e qualche fischio, a cui non si sottrae e a cui replica: “Oggi non siamo stati in grado di proteggere il nostro corteo unitario e abbiamo tutti perso un’occasione. Questo va detto e i fischi non scriveranno la storia”. Poi la sindaca ha ricordato che “dobbiamo cercare di unirci ancora di più perché il messaggio che dobbiamo dare ai giovani è che lui non è l’unità in vista di un ideale è più alto, che deve costituire il fondamento della democrazia. Come ho già detto a via Tasso e come ripeto anche qui la porta del Campidoglio è sempre aperta con chi vuole dialogare”.

Dureghello: “Senza le bandiere palestinesi sarebbe stata una festa per tutti”

“Senza le bandiere palestinesi sarebbe stata una festa per tutti. Oggi è una festa, sinceramente, non so per chi. Provo grande rammarico, delusione. Non perdo comunque la forza di voler combattere. Oggi non possiamo permettere a nessuno di appropriarsi dei nostri valori. Oggi si appropriano del 25 Aprile, domani sarà il Due Giugno, dopodomani cosa altro? Come finiremo? Il Paese ha bisogno di stabilità, messaggi chiari, che non ci siano confusioni”. Lo ha detto la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, tornando sulle polemiche per la mancata unità al corteo di oggi nella Capitale.

A margine delle celebrazioni per 25 aprile al museo della Liberazione di via Tasso, Dureghello ha spiegato che “sarebbe bastato dire quali erano le associazioni che avevano cittadinanza e legittimità nel corteo. E’ stata la nostra ultima richiesta di ieri. Per dire: voi ci siete e chi all’epoca ha contribuito a invaderci, a chi abbiamo dovuto combattere, non c’era. Ma la coerenza non appartiene a tutti, speriamo soltanto di poterla insegnare ai nostri figli”.

Zingaretti: “Importante avere piazza piena di diversità”

“Questa piazza piena di bandiere, di culture e diversità è importante, come le tante piazze che in Italia si stanno riempiendo in queste ore. Oggi abbiamo il dovere di ricordare chi ha anteposto gli interessi della democrazia alla propria vita: non siete morti invano: noi siamo ancora qui a combattere e a non dimenticare”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dal palco di Porta San Paolo durante la manifestazione dell’Anpi a Roma.

“Non siamo qui solo per ricordare, ma siamo qui soprattutto per lottare per la democrazia perché il fascismo e il nazismo nelle forme storiche sono morti, ma la radice dell’odio del fascismo è ancora viva e ancora va combattuta”, ha aggiunto il governatore spiegando che “l’impegno del 25 aprile richiede a tutti noi coerenza in tutti gli altri 364 giorni dell’anno. Coerenza nella difesa della libertà, del diritto di opinione, coerenza nel rispetto degli altri, coerenza contro ogni discriminazione, coerenza nella difesa delle istituzioni. Il revisionismo è sempre sull’uscio della porta”.

fonte: AgenziaDIRE

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