Vero come la finzione // Marc Forster

Tutti abbiamo accusato il tempo di essere un nemico. Un ticchettante esattore costantemente alle calcagna di ognuno di noi, pronto a travolgere le nostre esistenze con la sua fraudolenta sentenza finale. E se invece fosse solamente un incompreso? Il tempo ci offre un’infinità di attimi da vivere, tutti indispensabili e fondamentali per arrivare a costruire la nostra storia.

Per recuperare una visione diversa del Tempo, Vero come la finzione (Stranger than Fiction), film del 2006 diretto da Marc Forster, potrebbe essere un ottimo punto di partenza!

Harold Crick, un grigio e piatto ispettore del servizio fiscale, vive la propria esistenza scandendola al ritmo imposto dal suo orologio da polso digitale. Un uomo che misura il proprio tempo in maniera asettica e priva di sentimento contando le volte che spazzola i denti, i secondi che impiega per annodare la cravatta e i passi per raggiungere la fermata dell’autobus. Tutta la vita di Harold Crick è una sequenza di calcoli infiniti e ripetitivi. Un guscio fatto di numeri rassicuranti e impossibili da mutare. Nulla però può rimanere invariato. Neppure la metodica vita di Harold!

A portare il caos nella noiosa e spenta vita dell’agente del fisco, è l’inaspettata intrusione di una voce femminile. Un’irruzione improvvisa e destabilizzante che invade la mente di Harold. La voce sembra narrare, con dovizia di particolari, l’esistenza di Harold raccontandone ogni movimento, ogni sensazione o pensiero.  Ovviamente Harold è l’unico che può sentirla! A creare però la frattura che porterà Harold a uscire dai binari della sua prevedibile esistenza, sarà una frase emblematica pronunciata dalla voce: Se solo avesse saputo che… preannunciando un tragico epilogo per Harold. Inizia così la corsa contro il tempo di Harold Crick per trovare la donna che sta scrivendo la sua storia, e convincerla a cambiarne il finale.

Vero come la finzione è una favola dolce/amara che crea un divertente e accattivante paradosso. Il film, nato dalla collaborazione tra lo sceneggiatore esordiente Zach Helm e lo stesso regista Marc Forster, ci racconta di due universi che si muovono senza averne coscienza in un moto parallelo, fino a convergere nello stesso punto finale. Due narrazioni che si intersecano, si cercano e si scontrano. In un viaggio contro corrente, dove Harold Crick lentamente dovrà smantellare le sue radicate convinzioni, si aprono le infinite possibilità offerte dalla vita quando vissuta.

A rendere poi il film ancora più credibile è la scelta di un cast particolarmente azzeccato e ispirato. Will Ferrel finalmente si scontra con un ruolo capace di mettere in luce tutta la sua gamma attoriale, e ci regala un Harold Crick impacciato, spaventato ma anche capace di crescere emotivamente durante il film. Splendida poi Emma Thompson nei panni della tiratissima, e nicotina dipendente, scrittrice Kay Eiffel. Dustin Hoffman è invece lo spassoso e divertito professor Jules Hilbert. Nel cast anche Meggie Gyllenhaal e Queen Latifah.

La corsa contro il tempo compiuta da Harold per cambiare il finale della sua storia, alla fine si trasformerà nella parte più fulgida e realmente vissuta della sua intera esistenza.

Ogni attimo può cambiare il corso degli eventi e portarci dove non avremmo mai pensato di poter arrivare. Il tempo non è un tiranno ma un’opportunità irripetibile.

Buona Visione

Serena Aronica

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