L’Irlanda dice sì alla legalizzazione dell’aborto: favorevoli oltre il 70%

Gli antiabortisti hanno riconosciuto la sconfitta al referendum in Irlanda. «I bambini non ancora nati non hanno più il riconoscimento del diritto alla vita da parte dello Stato», ha detto John McGuirk, portavoce del gruppo «Save the 8th». «Presto verrà approvata una legge che permetterà di uccidere i bambini nel nostro paese», ha aggiunto McGuirk, preannunciando l’impegno a battersi contro la futura legislazione. L’amara ammissione di sconfitta arriva mentre lo spoglio conferma le anticipazioni degli exit poll su un ampio successo del «sì» al referendum sull’aborto in Irlanda.

Gli exit poll
A quanto riferisce l’Irish Times, a Dublino Bay south, dove è stato scrutinato il 50% dei voti, il «sì» arriva al 78%, mentre a Dublino centro, dove è stato contato il 61% delle schede, i favorevoli alla liberalizzazione dell’aborto sono il 77%. A Cork, dove lo spoglio è arrivato solo al 15%, il «sì» è in testa al 64%. Il voto per posta, compreso quello di poliziotti e militari, vede prevalere il «sì» al 62%, mentre quello degli anziani e malati in ospedale si attesta su un 60% di favorevoli a liberalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza. Il referendum chiedeva l’abolizione dell’ottavo emendamento della costituzione irlandese, che sancisce «pari diritto alla vita» per la madre e il feto. La sua revoca renderà possibile la revisione sulla legge per l’aborto che in Irlanda è possibile solo in caso di pericolo di vita della madre.

“Abbiamo fatto la storia”
L’esistenza dell’ottavo emendamento rendeva però difficile anche la tutela della madre, come viene evidenziato dalla tragedia di Savita Halappanavar una immigrata indiana che morì nel 2012 perchè i medici non vollero intervenire su un aborto spontaneo che era in corso. Ed è un’ironia della storia che un cambiamento di tali proporzioni nella cattolicissima Irlanda arrivi mentre il governo è guidato da Leo Varadkar, di madre irlandese e padre indiano. «Sembra che abbiamo fatto la storia», ha twittato oggi Varadkar, che aveva fatto campagna per il «sì».

Interruzione entro la 12ª settimana
Il suo governo intende introdurre una legge che permetta l’aborto entro la 12 settimana di gravidanza. Intanto il Guardian sottolinea come il risultato del referendum potrebbe spingere a cambiamenti anche in Irlanda del nord, unica parte del Regno Unito dove l’aborto è possibile solo in caso di rischio per la vita o la salute mentale della madre. In teoria, ricorda il giornale, le donne che abortiscono illegalmente rischiano pene fino all’ergastolo. Intanto, Brexit permettendo, una volta cambiata la legge a Dublino le donne nordirlandesi potranno interrompere la gravidanza traversando il confine senza andare in Gran Bretagna come hanno fatto finora a migliaia: nel 2016 sono state in 700. In Irlanda si calcola che un totale di 170mila donne abbia attraversato il mare per interrompere la gravidanza a partire dal 1992, quando un referendum autorizzò le donne ad abortire all’estero.

fonte: LASTAMPA.it

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