La proposta di Di Maio: “Savona al governo ma non all’Economia”. Salvini: “Ci penso”

Anche questo giorno, l’ottantasettesimo della crisi, passerà molto in fretta dalla cronaca alla storia. Perché ora c’è la proposta politica, prendere o lasciare. Luigi Di Maio offre l’ultima chance a Matteo Salvini per far partire il governo del cambiamento. Il cerino adesso è nelle mani del leader della Lega, mentre il Colle fa sapere che questa ipotesi viene valutata «con grande attenzione».

Anche questo giorno, l’ottantasettesimo della crisi, passerà molto in fretta dalla cronaca alla storia. Perché ora c’è la proposta politica, prendere o lasciare. Luigi Di Maio offre l’ultima chance a Matteo Salvini per far partire il governo del cambiamento. Il cerino adesso è nelle mani del leader della Lega, mentre il Colle fa sapere che questa ipotesi viene valutata «con grande attenzione».

La proposta di Di Maio
Riavvolgiamo il nastro. Un giorno di viavai al Quirinale. Il capo politico pentastellato vede Mattarella, in un incontro informale, e appena uscito va in diretta Facebook lanciando un appello al Paese. Ma, in realtà, rivolgendosi solo a Salvini. «Troviamo una persona della stessa caratura dell’eccellente professor Savona – dice Di Maio – lui resta nella squadra di governo in un’altra posizione». E Salvini? Non risponde né si né no, ma apre uno spiraglio: «Vedremo nelle prossime ore, per carità. Ci ragioniamo, valuteremo».

Cottarelli due volte al Colle
Intanto Carlo Cottarelli rimane “incaricato con riserva” ancora per qualche ora o qualche giorno, perché non vuole «forzare sui tempi per eventuale governo politico». Mister forbice viene messo quindi in stand by perché qualcosa si sta muovendo in questa crisi politica. Nell’ennesima giornata di delirio, Cottarelli sale due volte al Colle, sempre per un colloquio informale con Sergio Mattarella, dando il cambio a Di Maio.

L’ipotesi del governo tecnico
La lista dei ministri è pronta, fanno sapere, ma essendo tramontata l’ipotesi di una astensione tecnica, l’esecutivo di garanzia andrebbe sicuramente alla morte. Di fatto non ci sono i numeri per ottenere la fiducia alle Camere, l’unica via d’uscita poteva essere l’accordo politico di maggioranza a non esprimersi, con la disponibilità di volontari a votare a favore (come Partito democratico e perché no anche M5S). L’ipotesi però si infrange contro la realtà, i pentastellati confermano il no alla fiducia, portandosi dietro anche Lega e Fratelli d’Italia. La strada non è percorribile, insomma, ma nella sala dei Busti di Montecitorio, come del resto al Quirinale, si lavora a una alternativa.

La palla passa a Salvini
Le diplomazie si mettono in moto, Cottarelli vede diversi esponenti politici, tra inquali anche uomini di fiducia del leader del Carroccio. Salvini è impegnato nella campagna elettorale, si trova prima in Toscana, poi in Liguria, mentre Giancarlo Giorgetti è alla Camera. Nel pomeriggio si diffonde la notizia, successivamente smentita, che il capogruppo leghista salga al Colle. Ma fonti parlamentari riferiscono che si sia visto, già, con Cottarelli. Ora gli occhi sono puntati su Salvini, la nascita di un governo politico è sicuramente la prima scelta di Mattarella. Pet quanto lo riguarda, spera che anche questa ulteriore apertura sia accolta in modo positivo. Qualora non lo fosse, gli scenari che si aprirebbe sono sostanzialmente due: la rinuncia di Cottarelli, con l’immediato scioglimento delle Camera e il conseguente voto balneare, oppure lo scioglimento della riserva con presentazione della lista dei ministri. L’economista si troverebbe così alla prova del Parlamento con il destino già segnato e il ritorno alle urne spostato solo di qualche settimana.

fonte: LASTAMPA.it

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