fbpx

Rajoy sfiduciato in Spagna, Sanchez è il nuovo premier

Il parlamento spagnolo ha approvato la mozione di sfiducia presentata dal leader del Psoe, Pedro Sanchez, contro il primo ministro Mariano Rajoy. Hanno votato a favore 180 deputati, oltre ai socialisti hanno appoggiato Sanchez anche Podemos, i partiti catalani, Erc e PDeCAT, i nazionalisti baschi del Pnv e di Bildu. Per il meccanismo previsto dall’articolo 114 della Costituzione spagnola, Rajoy e i suoi ministri dovranno presentare le dimissione al re Felipe VI, che nominerà Padro Sanchez nuovo capo del governo.

Sanchez si conquista il suo capitolo nella storia spagnola come primo politico a spodestare il presidente del governo attraverso una mozione di sfiducia. L’ex professore di economia non è nemmeno più un parlamentare. La sua carriera politica è stata caratterizzata da alti e bassi, e qualche caduta da cui è riuscito a rialzarsi, più forte di prima. L’ultima due anni fa quando venne defenestrato dal suo partito, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), per il suo rifiuto di appoggiare il ritorno in carica di Rajoy in seguito alle due elezioni generali che non avevano consegnato una maggioranza netta. Ma poco meno di 8 mesi più tardi, Sanchez vinse a sorpresa le primarie con il 49% e torna segretario.

Sanchez reagì abbandonando il suo seggio e annunciando un viaggio per ricongiungersi con i socialisti scontenti in tutta la Spagna. «Non andrò contro il mio partito o contro le mie promesse elettorali», spiegò. Nato a Madrid nel 1972, è entrato a far parte del Psoe nel 1993. Dopo aver studiato scienze economiche e commerciali all’Università Complutense di Madrid, ha conseguito il primo dei tre master alla Libera Università di Bruxelles e ha lavorato nel Parlamento Europeo. Nel 1999, ha servito come capo dello staff per l’Alto rappresentante delle Nazioni Unite in Bosnia durante il conflitto in Kosovo. Ciò è stato seguito da periodi come consulente autonomo per le imprese straniere, consigliere economico del comitato esecutivo federale del Psoe e cinque anni come consigliere comunale di Madrid.

È stato deputato tra il 2009 e il 2011, quando ha perso il seggio ed è tornato al mondo accademico. Nel 2013, è rientrato in Parlamento ed è stato eletto leader del Psoe l’anno successivo. È sposato e ha due figlie. Ha una passione per la pallacanestro e per le lingue: parla bene sia inglese che francese. Ora la aspetta un viaggio tutt’altro che semplice. Il suo governo probabilmente lotterà per accogliere la miriade di richieste molto diverse delle parti che hanno appoggiato la sua mozione mentre si prepara a tenere le elezioni generali che ha promesso. Dovrà anche occuparsi della questione dell’indipendenza catalana, la peggiore crisi politica che ha colpito la Spagna da quando è tornata alla democrazia dopo la morte di Franco.

fonte: LASTAMPA.it

Condividi:
  • 1
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2020 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?