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Strage di Bologna, Bonafede: “Tutti gli atti saranno pubblici, la verità è un obbligo”

Oggi è il giorno della commemorazione della strage di Bologna. Sono passati 38 anni dal 2 agosto 1980 quando una bomba scoppiò nella sala d’aspetto della stazione alle 10.25 uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200. La cerimonia ha preso il via alle 8.30 nella sede comunale di Palazzo d’Accursio. È il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, da molti indicato come uno degli ultimi atti della strategia della tensione. Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari, tra cui Valerio Fioravanti. Gli ipotetici mandanti sono rimasti sconosciuti.

Il presidente della Repubblica, Mattarella: “Restano ancora zone d’ombra”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio ha ricordato che «i processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d’ombra da illuminare. L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia».

Bonafede: “Su desecretazione degli atti andremo in fondo”
Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, nell’incontro coi familiari delle vittime ha dichiarato che «la direttiva del 2014 per desecretare gli atti inerenti la sconvolgente stagione terroristica che ha colpito l’Italia è rimasta nei fatti lettera morta. Quei pochi documenti versati nell’archivio di Stato sono frammentari, disorganici, quando non proprio incompleti. Abbiamo letto le proposte delle associazioni che chiedono una vera attuazione e c’è una base di lavoro condivisibile che adesso deve essere concretizzata».

Bonafede: “C’è un obbligo morale prima ancora che politico che ci guida”
«C’è un obbligo morale prima ancora che politico che ci guida: giungere ad una verità certa, libera da zone grigie e sospett i – ha sottolineato -. Questo è l’unico vero modo di onorare le vittime e realizzare le legittime e sacrosante richieste dei loro familiari». «C’è uno Stato che per 38 anni è rimasto in silenzio, negligente e non ha voluto fare luce su verità inconfessabili su cui bisogna accendere un faro».

Il presidente della Camera, Fico: “Lo Stato c’è, ci deve essere al 100%”
«Bologna ha sempre dato una dimostrazione di grande solidarietà ed è una città che ha sofferto e soffre questa terribile strage, ed è una ferita che rimarrà aperta fino a quando non si farà piena luce su tutto e fino ad allora non potremmo dire di essere tutti italiani fino in fondo» ha affermato il presidente della Camera, Roberto Fico, arrivato alle 9.25 in stazione. Ha poi sfilato nell’ultimo tratto del corteo che da Palazzo D’Accursio ogni anno arriva al piazzale antistante la stazione dove scoppiò la bomba. «Il messaggio è che lo Stato c’è, ci deve essere al 100% e non come spesso è accaduto in questi 30 anni. Uno Stato che non cerca la verità fino in fondo non si può dire Stato. Un’Italia che non cerca la verità sulle Stragi del nostro Paese non è compiuta. Si può costruire fino in fondo solo quando sono raggiunte le verità sostanziali. Lo Stato che non cerca la verità non mi rappresenta, non lo voglio» ha aggiunto.

Il premier Conte ricorda l’anniversario con un tweet
«Bologna, #2agosto 1980. Il pensiero va alle 85 vittime della strage di 38 anni fa e ai familiari che attendono ancora risposte. Saremo sempre al loro fianco nella ricerca della verità. Lo dobbiamo a loro e a noi tutti». Così il premier, Giuseppe Conte, ricordando su twitter l’anniversario della strage di Bologna.

fonte: LASTAMPA.it

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