Breaking Bad (serie tv) // Vince Gilligan

In questa estate anomala, fatta di sprazzi di sole rovente e cupe giornate di pioggia, sono finalmente capitolata e ho iniziato la mia visione del complesso mondo di Breaking Bad.

Ciò che è accaduto dopo l’aver premuto play è stata una pura, allucinata, struggente e viscerale discesa in quella che a mio parere è una delle serie Tv più intense e senza pietà che io abbia mai visto.

Ma iniziamo da quel fantastico principio! Un uomo in mutande, nel bel mezzo del deserto e con una pistola in mano… da qui inizia l’epopea di Walter White, un tranquillo (fin troppo!) insegnante di chimica. Marito, padre e vicino gentile, Walter è un uomo-medio che veleggia in un’esistenza piatta e prevedibile. Gli alunni non lo ascoltano, il cognato (agente della DEA) pur volendogli bene non perde occasione per sbeffeggiarlo, un figlio disabile e un nuovo bambino in arrivo sono solo alcuni degli ingredienti che creano le increspature caratteriali che si percepiscono sotto il bonario viso di Walter. É però l’improvvisa diagnosi di un aggressivo cancro ai polmoni che getta Walter nella disperazione. Il mutuo da pagare, l’assicurazione medica che non copre le spese, la famiglia che si ritroverà senza un soldo sono meteore in rotta di collisione nell’universo di Walter. L’unica arma di Walter si rivela quindi il profondo amore per la chimica. Insieme ad un suo ex- alunno, ora piccolo e mediocre spacciatore, Walter White inizia a cucinare metanfetamina. E ben presto scopre che questo gli riesce dannatamente bene…

Vince Gilligan crea una delle epopee moderne più complesse per il piccolo schermo e in 5 stagioni scava senza nessuna pietà nelle interiora dei suoi personaggi, e soprattutto in quelle di Walter. Simpatizziamo con Walter dall’inizio alla fine, pur assistendo alla sua mutazione nel gelido e spietato Heisenberg. Lo guardiamo mutare pelle come un serpente, eppure lo amiamo, nonostante tutto. In Breaking Bad ci sono rapporti umani che sfidano la semplice e funzionale narrazione, come quello tra Walter e il suo ex-studente Jesse Pinkman (Aaron Paul). Si odiano, si pestano a sangue e si tradiscono talvolta. Walter lo domina, Jesse anela la sua approvazione. Incatenati l’uno all’altra da un rapporto che spesso sfida il morboso, compiono lo stesso cammino ma con esiti totalmente differenti.

Breaking Bad si erge sulle basi indistruttibili di una sceneggiatura magistrale, perfetta e sempre approfondita. Ogni puntata è una full immersion in quel desertico, arido e spietato mondo dei signori della droga. Un posto spaventoso, dove la sopravvivenza si basa su confini da non invadere, piedi da non pestare e soprattutto cieca obbedienza. Un luogo assolato, impietoso e dove solo le creature del deserto possono vivere e proliferare.

Guardando questa serie non si può poi non rimanere impressionati dalle interpretazioni dell’intero cast, Bryan Cranston (Walter White) su tutti. Cranston riesce a dosare verve comica, tenerezza e ferocia come se mescolasse gli ingredienti dei suoi purissimi cristalli. Ogni personaggio che appare in Breaking Bad è magnifico poiché gli attori ne vestono non solo i panni, ma la stessa pelle. C’è una complessità di intrecci dietro ogni personaggio, da rendere Breaking Bad una costante parabola discendente verso la perdizione.

Riuscire a descrivere questa serie solamente utilizzando le parole è quasi impossibile! Breaking Bad è un’esperienza talmente viscerale, potente e devastante che non si può fare che altro che lasciarsi prendere in ostaggio.

Per chi ancora si trova a gironzolare nei pressi di questa serie, chiedendosi: “Ne vale la pena?” La mia risposta è: “Dannatamente si!”

Buona Visione

Serena Aronica

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