Mudbound // Dee Rees

Alle nostre spalle si estendono campi sconfinati dove si sono consumate tragedie, guerre, lotte sanguinose per la libertà e grandi storie, spesso dimenticate, che hanno seminato e lasciato crescere un raccolto che non possiamo lasciare a marcire sotto la pioggia incessante della dimenticanza.

Mudbound (2017) è uno di quei titoli che deve essere affrontato con la mente pronta a concedersi ad una storia che si srotola lentamente, seguendo i propri tempi. Tratto dall’omonimo romanzo “Fiori nel fango” di Hillary Jordan del 2008, Mudbound vede alla regia la presenza femminile di Dee Rees.

Il film ci proietta indietro nel tempo, portandoci nella calura del Mississippi degli anni ’40, in una terra ancora fortemente rurale e dominata da un profondo odio razziale. A dominare la scena è la terra fangosa, bruna e tiranna che con aspra indifferenza assiste alla storia di due famiglie unite dallo stesso destino, ma allo stesso tempo divise dal colore della pelle.

In Mudbound la narrazione è spesso affidata a bellissimi voice-over che ci narrano, ogni volta dal punto di vista di uno dei personaggi, il destino ruvido e irto di compromessi che sono stati costretti a subire o che hanno volontariamente scelto.

C’è il compromesso mascherato da un amore sterile, la guerra che esalta i vincitori e al tempo stesso ne sfregia mente e anima, c’è la fatica di lavorare duramente una terra che spezza le schiene e frantuma i sogni e poi c’è la famiglia.

Ogni personaggio in Mudbound soffre, si interroga sulla propria condizione e talvolta lascia che tutto scivoli via come la pioggia dopo aver allagato i campi da coltivare.

Il film ci regala una struggente fotografia di un’epoca fatta di sangue e sudore, e lo fa attraverso scene che spaziano su una natura tanto bella quanto difficile da amare. Ogni personaggio è poi reso palpabile e denso dalle ottime interpretazioni di tutto il cast a partire da una intensa Mary J. Blige (Florence Jackson).

Mudbound è un film corale, pieno di ferite e lacrime, ma anche pronto a mostrarci quella parte sottorranea dove la speranza, l’amicizia e l’amore non cessano mai di lottare. Nessuno in questo film è il reale protagonista, poiché ognuno di loro, come ognuno di noi, lo è.

Buona Visione

Serena Aronica

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