Breviario mediterraneo // Predrag Matvejević

Presentiamo un libro prezioso specie in questa nostra epoca, dove il Mediterraneo continua ad essere cerniera e luogo di scontro. L’autore in questa ricostruzione mitopoietica non fa altro che ricordarci una storia fatti di incontri, amori, odi e condivisioni su questo mare, più teorico che reale, più un’idea che un vero luogo geografico. Una riflessione sulla diversità e sull’incontro scritta da chi, avendo viaggiato e vissuto in Jugoslavia, Francia e Italia conosce bene le nostre similitudini, i limiti e i vantaggi di questo crogiolo storico di nuove civiltà. Il libro, pubblicato nel 1987, quasi presagisce in un canto del cigno soffocato le glorie della multiculturale Repubblica Socialista di Jugoslavia, distrutta pochi anni dopo da una guerra etnica in piena regola, durante i raggianti anni ’90 di un’Europa tutt’altro che stabile.

Il Mediterraneo è altro rispetto all’Europa, ma ne è anche controparte obbligatoria, uno standard a cui attenersi, con cui misurarsi e discutere. Non bisogna dimenticare come la democrazia e l’idea stessa di Europa furono, per molti secoli, un affare meramente mediterraneo, egeo, in parte anche mediorientale, anatolico, ma sicuramente non europeo nel senso odierno del termine. Le identità cambiano e si rimescolano, i mari possono essere luoghi di commercio e di confronto religioso, ma anche luoghi di odio e guerra. Il libro ha l’enorme vantaggio di osservare tutto e non cedere a uno sguardo pietoso o necessariamente “umanitario”, anche in giorni molto duri per la vita e la solidarietà lungo le sponde del nostro mare. L’autore ricorda come i vari popoli affacciatisi lungo il Mediterraneo siano stati più spesso acerrimi rivali, nemici, barbari gli uni per gli altri che sodali compagni (Roma e Cartagine, le poleis greche e la Persia, Sparta e Atene, la Francia e l’FLN algerino, le paranoie dell’Albania comunista sull’Italia, le rivalità italo-jugoslave su tutto il confine giuliano-dalmata, le crociate, le reconquista e via discorrendo…).

La recensione vuole essere anche omaggio a un grande autore e a un grande docente di letteratura: Predrag Matvejević (nato a Mostar nel 1932 e deceduto a Zagabria nel 2017, dopo aver vissuto ed insegnato per anni nelle università di Parigi e Roma), un intellettuale in esilio per le prime guerra etniche europee post-guerra fredda, un socialista e un amante dell’umanità, intesa come amore della diversità delle esistenze dei singoli e non in generico senso universale e illuminista.

Gabriele Germani

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