Manovra, sulla pace fiscale ipotesi di un tetto a 200 mila euro. Spread a 300 punti. Tria: “Ci preoccupa, ma le reazioni sono eccessive”

Una dichiarazione integrativa, una sorta di “ravvedimento operoso” con pagamento di una flat tax al 15%, per chi non ha contenzioso in corso e fa emergere somme fino a 200mila euro che non derivino da attività illecite o frodi fiscali. È questa, a quanto si apprende da fonti vicine al dossier, l’ultima ipotesi di lavoro sulla pace fiscale, che il governo punta a introdurre con la prossima manovra (o con il decreto fiscale collegato). Non ci saranno quindi, viene spiegato, sconti penali e sarebbero esclusi i grandi evasori.

Spread a 300 punti, Bot ai massimi da 5 anni
Lo spread resta Btp e Bund sotto 300 punti, dopo l’asta dei Bot. I mercati sembrano aver deciso, per ora, di restare alla finestra. A proteggere un po’ il nostro spread ci pensa il tasso dei Bund, salito allo 0,56%. Il Tesoro oggi ha collocato 6 miliardi di Bot annuali a un tasso dell 0,944%, più che raddoppiato rispetto a un mese fa, ai massimi da 5 anni. Il differenziale tra il tasso dei Btp e quello dei Bund, dopo essere salito sopra 305 punti, è ora a quota 297. Ieri aveva chiuso a quota 294, in frenata dopo che i mercati avevano avuto sentore di una possibile revisione della manovra, nel caso in cui lo spread dovesse salire sopra quota 400-500 punti. Il governo però, nonostante le bocciature di Bankitalia e Upb, ha ribadito ieri sera e stamattina la sua intenzione di non modificare la manovra. Il rendimento è al 3,527%, dopo aver chiuso ieri a 3,487% e aver in precedenza toccato un picco del 3,712%, top da aprile 2013. Intanto il Fmi mette in guardia sulle incertezze politiche in Italia, che creano allarme sul debito pubblico e possono innescare pericolosi effetti sui bilanci delle banche e un rischio di contagio per l’intera Eurozona.

Tria: “Spread preoccupa ma reazioni eccessive”
Il governo «ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Def» ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria in audizione in commissione Bilancio di Camera e Senato dopo la mancata validazione del quadro programmatico da parte dell’Upb. L’aumento dello spread «desta certamente preoccupazione ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva non giustificata dai fondamentali dell’economia e della finanza pubblica italiana» ha proseguito. «Non dobbiamo lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di formulare valutazioni e previsioni equilibrate».

Tria: stime analisti Upb basate su informazioni obsolete
«Ciò di cui si dovrebbe discutere è unicamente il delta tra il quadro tendenziale e quello programmatico e non la misura in cui la previsione ufficiale si distacca dalle previsioni di analisti o istituzioni internazionali. Tali previsioni (quelle dell’Upb) sono state pubblicate in tempi diversi e sulla base di informazione parziali e obsolete alla luce delle scelte di politica economica del governo».

Tria: “Sette miliardi di tagli e 8 miliardi di aumenti delle entrate nel 2019”
Le coperture della manovra di bilancio ammontano a 15 miliardi di euro nel 2019, di cui 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 miliardi di aumenti di entrate. Nel 2020 le coperture valgono 7,8 miliardi di cui tagli di spesa e aumenti di entrate entrambi pari a 3,9 miliardi. L’anno successivo le coperture ammontano a 9,9 miliardi, di cui tagli di spesa per 4,7 miliardi e aumenti di entrate per 5,2 miliardi secondo i dati forniti da Tria.

Salvini : manovra non cambia perché lo chiedono Ue o Bankitalia
«La manovra non cambia». A ribadirlo in maniera netta il ministro dell’Interno Matteo Salvini ospite di “Agorà” su Rai 3. «Ora perché qualcuno a Bruxelles dice che non bisogna cambiare la legge Fornero, uno dei temi in discussione, io devo prendere in giro milioni di italiani? No, io vado dritto. La smonteremo pezzo per pezzo. Io che faccio: torno indietro perché lo chiede Bruxelles, Bankitalia, o altri? No, io vado avanti». Se lo spread dovesse volare, Salvini ribadisce che andrà avanti. «Erano abituarti a governi italiani che andavano a Bruxelles col cappello in mano e poi il debito aumentava», aggiunge il vicepremier.

fonte: LASTAMPA.it

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