Arriva il giudizio atteso: Standard & Poor’s non declassa l’Italia, ma l’outlook è negativo

L’agenzia di rating Standard &Poor’s ha confermato il giudizio sull’Italia, abbassando però l’outlook da «stabile» a «negativo». S&P ha quindi lasciato invariati i rating sul debito pubblico italiano a «BBB» (a lungo termine) e «A-2» (a breve termine). L’agenzia ha rivisto al ribasso le stime di crescita all’1,1% per quest’anno e per il prossimo. In precedenza S&P prevedeva una crescita dell’1,4% per entrambi gli anni. L’agenzia inoltre prevede che il deficit si attesterà nel 2019 al 2,7% del Pil contro il 2,4% del governo.

Il giudizio in punti

• Il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia

• La decisione di aumentare il debito pubblico rischia di soffocare l’incipiente ripresa del settore privato

• Il piano rappresenta un’inversione rispetto al precedente consolidamento di bilancio e in parte torna indietro sulla precedente riforma delle pensioni

• Non ci si aspetta che il debito italiano rispetto al Pil continui a calare, il piano del governo si basa su stime del Pil ottimiste

• La politica economica e fiscale del governo italiano sta pesando sulle prospettive di crescita del Paese

•  Le impostazioni hanno eroso la fiducia degli investitori, come riflesso da un aumento del rendimento del debito pubblico. Questo sta a sua volta influenzando negativamente l’accesso delle banche al finanziamento del mercato dei capitali e, in misura minore, il loro coefficiente patrimoniale regolamentare

• L’annullamento parziale della Legge Fornero sulle pensioni, se attuata in pieno, invertirà i guadagni della precedente riforma e minaccerà la sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici.

fonte: LASTAMPA.it

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