Il trend setter e il trend forecaster, chi decide cosa va di moda

Lidewij (Li) Edelkoort, è una delle più famose trend forecaster a livello mondiale. Il Time magazine l’ha inserita in una lista tra le donne più influenti in fatto di moda nel mondo.
Un vero guru delle tendenze per intenderci, alla quale si rivolgono stilisti e brand internazionali desiderosi di conoscere in quale nuove direzioni muoversi.
In sostanza le idee sono nell’aria, circolano, le menti sensibili dei trendsetter le catturano con anticipo per poi lasciarle fluire.

Ricordo ancora le riunioni dello studio Edelkoort-Trend Union fondato a Parigi, a cui ebbi la fortuna di partecipare mentre lavoravo a Firenze; a mano a mano che le immagini scorrevano, si percepiva nella sala frenesia, gioia, entusiasmo e finito il momento sembrava di essere stati letteralmente attaccati ad una presa elettrica. Per un creativo teso a sviluppare di volta in volta collezioni sempre nuove ed originali queste fonti di stimolo sono il sale della vita.

Il trend setter

In Italia la figura del ricercatore di tendenze sta emergendo in questi ultimi anni, ma all’estero è una figura ben consolidata. La loro attività si concentra sulla consulenza relativa alle ipotesi di tendenze e alle evoluzioni socio-economiche. Il trendsetter stagionalmente indica quelle che saranno le nuove linee guida del mercato; dalla scelta del colore ad esempio, e nella moda, le palette di tendenza vengono studiate e definite addirittura due anni prima dell’uscita di una collezione.

La ricerca delle nuove tendenze si sviluppa a livello mondiale, si studiano i costumi e le abitudini di strada di città come New York, Tokyo, Brasilia, Hong Kong, Londra e tante altre e poi una volta catturate foto, immagini, libri, tessuti, accessori, visitati e catalogati negozi, luoghi all’avanguardia dove prendere spunti, si miscelano le informazioni attingendo al mondo dell’arte, della pittura e della scultura.

Per un’azienda è importante rivolgersi a un trend setter per diverse ragioni: Il marketing influenza sempre più le scelte di produzione, ma è lo stile e ciò che c’è di nuovo ed ha appeal sul consumatore che ha successo. Il trend setter o cool hunter percepisce per primo la direzione da seguire ed indica di conseguenza cosa andrà e cosa non andrà sul mercato e di fatto, soprattutto in questo periodo storico, non è il caso di rischiare inserendo nel mercato un prodotto che nessuno vorrà acquistare.

Il lavoro del ricercatore di stile è annoverato come il lavoro del futuro, è composto da una parte di ricerca, una di creatività e una di applicazione vera e propria, richiede energia, curiosità, passione, amore per il viaggio e tanta, tanta sensibilità.
Una volta che le suggestioni raccolte sono state ben assorbite le si raccoglie in un book: un moodboards che diviene l’asse portante e indicatore su cui costruire tutta la collezione.

Il book tendenza

Ti racconto una storia…Il mood boards…

Un bravo creativo, qualsiasi essa sia la sua formazione e professione (cool hunter, designer, stylist, artista), deve per me aver chiaro un concetto: la Suggestione.

“/sug·ge·stió·ne/

Fenomeno psicologico per cui un convincimento, un’idea, un’aspirazione si impongono alla coscienza per azione diretta o indiretta di un’altra personalità o comunque in virtù di una forza esterna cui non si riesce a opporre una resistenza valida”.

Il moodboards è una raccolta di immagini evocative specifiche di un’atmosfera, in cui si raccolgono tessuti, materiali e si definiscono i colori.

Mood in inglese vuol dire umore, board tavola, è dunque una tavola che raccoglie suggestioni e definisce lo stile di un progetto. Questa tavola è la rappresentazione visiva e tattile dell’identità del lavoro. In sostanza si mettono insieme elementi diversi che, grazie alle relazioni di senso che intrattengono tra loro, portano al concept. Il nostro cervello adora le immagini e le interpreta al volo, a colpo d’occhio riusciamo a scorgere incoerenze e opportunità che la parola scritta spesso nasconde.

Lidewij Edelkoort è una maestra in questo ed oltre a proporre i suoi book tendenza (ovviamente il lavoro che svolge per privati è esclusivo), pubblica per gli amanti del settore riviste cult, come Bloom e coordina il sito trendtablet.com. Qui le sue suggestioni divengono materiale interessante di cui prendere visione.

Eleonora Riccio

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