Martina al Forum Pd: “Mio lavoro finito, a giorni le dimissioni. Subito l’assemblea”

«Si completa oggi il mandato che ho ricevuto all’Assemblea nazionale di luglio. Nei prossimi giorni com’è giusto che sia, con la segreteria nazionale, noi concluderemo questa fase, perché questo era il mandato». Lo ha detto il segretario del Pd Maurizio Martina nel discorso di chiusura del Forum tematico Dem organizzato a Milano. Martina ha indicato nel 11 novembre la data «buona» per svolgere l’Assemblea nazionale che dovrà portare al Congresso.

L’attacco al Governo e alla manovra
Martina, nel suo intervento, ha attaccato duro il governo, a partire dalla manovra: «Cari Salvini e Di Maio, non vi lasceremo giocare sulla pelle del nostro paese, sulla nostra libertà, sulla nostra sovranità». «Con quello che stanno facendo rischiamo di far tornare il Paese in recessione, di bruciare i sacrifici degli italiani fatti in questi anni durissimi – ha aggiunto Martina -. In sole due settimane hanno bruciato il valore dell’ Imu per la prima casa. È una manovra da ladri di futuro, compromette giovani e donne. C’è una gigantesca questione generazionale e le prime vittime saranno gli italiani. Quando cresce il debito diminuisce la nostra libertà. Salvini e Di Maio prima di twitter dovreste rispondere di questo». «Nel frattempo tornano vergognosi condoni. Addirittura Savona dice che serve per redistribuzione del reddito. Udite, udite. Elettori M5s domandatevi a che punto è arrivato questo governo».

“Costruire un orizzonte nuovo”
«Io sono orgoglioso del lavoro fatto in questi anni, ma proprio perché sono orgoglioso sono il primo ad essere irrequieto per le risposte mancate, non per dare la responsabilità a uno di noi ma per prendermi una corresponsabilità. Abbiamo avuto mancanze e limiti. Così si organizza un riscatto, non per mettere in discussione tutto. Sapere che quello che hai fatto è un patrimonio, ma devi costruire un orizzonte nuovo».

Martina ha chiesto alla presidenza di riconvocare l’assembla in tempi giusti, «l’11 novembre è una data buona per essere conseguenti a una nuova fase».Ma sulla data dell’11 novembre escono alla scoperta i renziani che provano a frenare. Il capogruppo al Senato dem, Andrea Marcucci, afferma dal palco del Forum: «Alle prossime elezioni europee e amministrative il Pd dovrà andarci serrando le fila e se questo dovesse portare a posticipare il congresso non mi straccerei le vesti. Il congresso va fatto in tempo molto rapidi, non si può andare a fine marzo». Marcucci intravede dei rischi nell’andare al confronto interno «all’inizio del 2019» e forse «dovevamo farlo prima». Perchè «rischia di coincidere con il periodo peggiore. Quindi pensiamoci bene, valutiamo anche quando arriveranno le dimissioni di Maurizio Martina». La campagna elettorale della primavera secondo Marcucci «sarà importantissima come quella del ’46, sia per il Paese che per l’Europa».

Tra i tanti interventi della mattinata quello del sindaco di Milano Beppe Sala. Al congresso Pd «non voterò come non ho votato allo scorso Congresso. Ma ribadisco il fatto che è importante che ci sia presto un segretario legittimato. Quindi facciamolo subito». In platea tanti big, Gentiloni, Fassino, Franceschini e Massimo Cacciari: «Con meno del 15 per cento», ha detto, «il Pd è finito».

fonte: LASTAMPA.it

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