Il decreto Genova è legge, Toninelli esulta col pugno alzato: scoppia la bagarre in aula

A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, è legge il decreto su Genova e altre emergenze.
Il testo è stato approvato dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna. Ma il clima in aula è di scontro e rissa. Il ministro Toninelli fa un gesto di giubilo calcistico con il pugno serrato e la presidente Cancellati lo gela: «Toninelli ha alzato il pugno durante l’approvazione. Non venga più in quest’aula ad alzare i pugni! Non glielo permetteremo». Così il Senato ha sospeso per qualche minuto la seduta dopo l’approvazione del decreto Genova e altre emergenze, in un clima di bagarre. Poco prima, alcuni senatori del Pd avevano mostrato il fascicolo del provvedimento, con il presidente del Senato Casellati che ha subito chiesto di mettere giù i fascicoli. Il premier Conte su twitter scrive: «Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il governo è al vostro fianco, Genova si rialza».

«Sono costretta a riprendere alcuni atteggiamenti che non sono commendevoli e che non possono essere riprodotti in quest’Aula. Chiedo un atteggiamento corretto per il rispetto delle istituzioni, qui deve essere permesso a tutti di dire quello che vogliono ma a nessuno, dico nessuno, di avere atteggiamenti non commendevoli e rispettosi delle dignità di quest’Aula» ha spiegato il presidente del Senato Elisabetta Casellati ai senatori, non appena la seduta è ripresa.

Per il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli è solo un piccolo gesto: «Un piccolo gesto di giubilo da parte di un ministro dopo approvazione di un decreto così importante credo che sia più che tollerabile: Toninelli non ha fatto gesti né volgari né inopportuni». Toninelli replica così alla tante critiche: «Il mio intervento è solo per portare il ringraziamento a tutti i deputati per aver lavorato giorno e notte in queste settimane su un provvedimento che stanzia 300 milioni di euro per Genova e i genovesi, e chi oggi ha gioito l’ha fatto per i cittadini di Genova e per le 266 famiglie che hanno perso casa e che da domani avranno soldi stanziati per comprare finalmente una nuova abitazione». E ancora: «Succede per la prima volta nella storia italiana dopo un evento tragico, e ricordiamo per quante tragedie e quanti anni le persone hanno aspettato di avere una nuova casa. Qui avviene dopo 47-48 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Questa è una gioia straordinaria».

Nel decreto Genova, oltre alla ricostruzione del Ponte Morandi crollato e indennizzi agli sfollati (per il quale il Dl stanzia 360 milioni di euro), anche le misure per gli indennizzi e il rilancio economico di Genova (stanziati 234 milioni, di cui 60 di esenzioni fiscali, 20 per sostegno al Tpl, 20 per la nuova Zona franca urbana, 35 per sostegno alle imprese danneggiate), la serie di norme per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali (la nuova Agenzia, l’archivio delle opere, gli obblighi per i concessionari), con risorse per 84 milioni.

Sono state infilate anche le norme per la ricostruzione post-terremoto a Ischia nel 2017 (stanziati 60 milioni di euro), tra le quali le contestate misure sulle domande dei vecchi condoni edilizi (che saranno valutate in base alle norme `larghe´ del condono Craxi del 1985), il mini-condono e altre misure per il post terremoto nel Centro Italia, il ritorno per due anni della Cigs per cessazione aziendale.

fonte: LASTAMPA.it

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