Il processo di Norimberga

Il 20 novembre 1945 si aprì il così detto “processo di Norimberga” contro alcuni personaggi di spicco dell’ormai decaduto III Reich secondo i quattro capi d’accusa: cospirazione, crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Morti Hitler, Mussolini, Goebbels, Himmler ed Heydrich e datisi alla fuga Eichmann e Mengele, alla sbarra finirono:

– Dönitz Karl, grande ammiraglio comandante della Kriegsmarine e successore di Hitler posto a capo del Governo che il 7 maggio del 1945. Imputato dei capi d’accusa 1, 2 e 3.

– Frank Hans, ministro della Giustizia del Reich e noto come il “boia della Polonia” di cui fu governatore dopo l’invasione del 1939. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.

– Frick Wilhelm, ex ministro degli Interni del Reich responsabile di aver introdotto una legge sulla sterilizzazione chirurgica dei malati. Imputato per i capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

–  Fritzsche Hans, giornalista e braccio destro del defunto ministro della propaganda Joseph Goebbels. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.

– Funk Walter, ministro dell’economia del Reich e dal 1939 presidente della Deutsche Reichsbank. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Göring Hermann, il “numero due” della Germania e, in quanto tale, personaggio più rilevante del nazismo al processo. Göring, come ministro dell’Interno della Prussia, istituì il Geheimes Staatspolizeiamt che successivamente divenne la GeStaPo, polizia segreta del regime; nominato Presidente del Reichstag dopo il successo del ’30, divenne poi Feldmaresciallo, cioè comandante della Luftwaffe. Fra i principali artefici della potenza militare nazista, partecipò nella pianificazione delle guerre d’aggressione in violazione del Trattato di Versailles e degli altri accordi e trattati internazionali. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Hess Rudolf, segretario personale di Hitler e suo portavoce presso il Partito Nazista. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Jodl Alfred, generale di corpo d’armata. Capo delle operazioni militari dell’OKW (Oberkommando der Wehrmacht, che riuniva le tre Forze Armate) e consulente di Hitler. Principale stratega della campagna bellica nazista. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Kaltenbrunner Ernst, capo dei servizi di sicurezza del Reich. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.

– Keitel Wilhelm, capo di Stato maggiore dell’OKW. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– von Neurath Konstantin, primo ministro degli esteri di Hitler e successivamente protettore del Reich per la Boemia e la Moravia. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– von Papen Franz, vicecancelliere nel primo gabinetto Hitler del 1933, successivamente ambasciatore a Vienna ed Ankara. Imputato dei capi d’accusa 1 e 2.

– Raeder Erich, ex comandante supremo della marina militare, nel 1940 preparò l’attacco alla Norvegia. Fu sostituito nel 1943 dal grande ammiraglio Dönitz. Imputato dei capi d’accusa 1, 2 e 3.

–  von Ribbentrop Joachim, dal 1938 al 1945 ministro degli esteri del Reich, in veste del quale firmò il patto di non aggressione nazi-sovietico nel 1939. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Rosenberg Alfred, ministro del Reich per le zone d’occupazione nell’Europa orientale, autore del saggio “Il mito del 20° secolo“, di stampo razzista. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Sauckel Fritz, procuratore generale di Hitler come responsabile per i lavori forzati di manodopera straniera. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Schacht Horace Greely Hjalmar, banchiere, presidente della Reichsbank e ministro dell’economia, poi sostituito da Funk. Dal 1944 posto al comando del campo di concentramento di Flossenbürg. Imputato dei capi d’accusa 1 e 2.

– von Schirach Baldur, ex capo della gioventù hitleriana e governatore del distretto di Vienna. Imputato dei capi d’accusa 1 e 4.

– Seyss-Inquart Arthur, avvocato, governatore del Reich per i territori occupati nei Paesi Bassi. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Speer Albert, architetto, ministro del Reich per l’armamento e le munizioni. Imputato dei capi d’accusa 1, 2, 3 e 4.

– Streicher Julius, insegnante elementare, convinto assertore e propagandista, tramite il settimanale “Der Stürmer” da lui fondato nel 1923, della persecuzione ebraica. Imputato dei capi d’accusa 1 e 4.

– Martin Bormann, segretario del Partito Nazista, processato in contumacia. Imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4.

Il processo – invero solo il primo di una lunga serie contro svariati altri individui ritenuti responsabili di numerosi crimini – si concluse quasi un anno dopo, il I ottobre 1946, con la condanna a morte di Göring, von Ribentropp, Bormann, Rosenberg, Frank, Keitel, Frick, Seyss-Inquart, Jodl, Kaltenbrunner, Sauckel e Streicher, la condanna all’ergastolo per Hess, Raeder e Funk, a 20 anni di prigionia per Speer e von Schirach, 15 anni per von Neurath, 10 anni per Dönitz. La corte composta da russi, statunitensi, francesi ed inglesi assolse solo i tre rimanenti Fritzsche, Schacht e von Papen. Le pene capitali furono eseguite per tutti il 16 ottobre 1946 ad eccezione di Göring che riuscì a suicidarsi il giorno prima con del cianuro di potassio e Bormann che, condannato in contumacia, riuscì a sottrarsi alla cattura. I cadaveri dei gerarchi furono cremati nei forni crematori di Dachau e le loro ceneri gettate nel Rio Conwentz.

Il processo, dunque, rappresentò la prima occasione in cui furono rivelati al mondo gli orrori del regime hitleriano. Occorre sottolineare, tuttavia, come per molti versi i suoi esiti ebbero una funzione controversa e favorirono l’affermarsi di dinamiche autoassolutorie in intere comunità che, identificando il “mostro” nei condannati, rifiutarono a lungo di fare i conti con un passato così scomodo. Il dibattito pubblico sui crimini contro l’umanità operati dai nazisti e sull’Olocausto in particolare, in altri termini, avrebbe dovuto aspettare ancora diversi anni per divenire argomento di aperto e esplicito confronto e studio: se, dunque, Norimberga valse a stabilire delle pur rilevanti responsabilità giuridiche il percorso che avrebbe portato ad una “giustizia storica” su quanto accaduto sotto il tallone di ferro del III Reich sarebbe stato ancora assai lungo.

Andrea Fermi

Bibliografia:

Giuseppe Mayda, Norimberga – Processo al Terzo Reich, novembre 1945 – ottobre 1946, Bologna, Odoya, 2016.

Marina Cattaruzza e István Deák, Il processo di Norimberga tra storia e giustizia, UTET, Torino 2006.

Telford Taylor, Anatomia dei processi di Norimberga, Rizzoli, 1993

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