Le Streghe di Eastwick // George Miller

A volte i sabati sera possono essere terribilmente noiosi. Ho quindi deciso di versarmi un bicchiere di vino rosso e rispolverare un vecchio trio di “amiche” del New England.

Ciò che rende (almeno per me!) inossidabile Le Streghe di Eastwick, è la sottile e cupa ironia che striscia lungo l’intero film. Nel 1987 George Miller adatta per lo schermo l’omonimo romanzo di John Updike, e ci regala una nerissima commedia/horror che nonostante il trascorrere del tempo non perde smalto anche grazie alla presenza di un cast stellare. Jack Nicholson è il diabolico Daryl Van Horne, mentre le tre streghe novelle sono incarnate da Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer tutte all’apice della loro bellezza e della loro carriera.

Nella piccola, bigotta e noiosa cittadina di Eastwick si consumano Jane, Alexandra e Sukie. Tre amiche inossidabili che tra martini ghiacciati, macramè e presine al punto croce s’interrogano sulla sterilità della loro esistenza. I mariti? Morti o fuggiti! La dipartita, più o meno involontaria, degli uomini ha “spento” la femminilità delle tre donne, rendendole pigre sognatrici.

Ma in una notte di tempesta, il loro chiedere “qualcuno” abbastanza bello, intelligente, che sappia ascoltare, romantico ma anche dotato del necessario per fare follie viene esaudito.

Un misterioso uomo, facoltoso e fascinoso arriva nella piccola cittadina e acquista Villa Lenox, teatro in tempi passati di atrocità contro le presunte streghe del luogo.

La seduzione del Male si sparge come un densa macchia d’olio, corrompendo le tre amiche. Daryl Van Horne irretisce con il suo sorriso sornione, l’atteggiamento quasi bambinesco e la sfacciata parlantina che oscilla tra il misogino e l’adorazione del femminino. Jane, Alexandra e Sukie esplodono nuovamente, ritrovando quella maliziosa femminilità e quel desiderio di vita e sessualità che sembrava perduto. Dietro questa effimera felicità si nasconde però qualcosa di diabolico…

Le Streghe di Eastwick è uno spasso. Una satira, seppur edulcorata, sulle donne che troppo spesso si lasciano sprecare dalla vita, dagli uomini e dalla paura di non essere socialmente accettate. La sessualità è quindi vista al pari di una deformazione, di un vizio che corrompe. Così come il desiderio di esprimere la propria creatività, anelando ad ambizioni più grandi.

Il Diavolo è un abile modellatore di pentole… ma ha bisogno di noi donne per forgiarne i coperchi!

“Io sono più che convinta che tu sei il più disgustoso uomo che abbia incontrato da quando sono nata. Nel breve tempo che siamo stati insieme tu hai messo in luce tutte le ignobili caratteristiche della personalità maschile, scoprendone alcune davvero nuove: tu sei fisicamente ripugnante, intellettualmente ritardato, moralmente riprovevole, volgare, insensibile, egoista, stupido, sei privo di gusto, hai un osceno senso umoristico… e per di più puzzi. Non sei neanche abbastanza interessante da farmi vomitare!”

Alexandra Medford (Cher)

Buona Visione

Serena Aronica

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