L’INSOPPORTABILE DISTORSIONE DELLA REALTÁ DA PARTE DEI MEDIA

Non è una novità che i media distorcano la realtà a seconda degli interessi che rappresentano e che vogliono difendere. Può essere considerata forse una prassi quella che vede i mezzi di informazione mainstream, anche soltanto con un semplice titolo fazioso, cambiare la percezione delle cose e quindi, nella mente di chi legge, anche le cose stesse.

Nel periodo berlusconiano ad esempio, in modo piú o meno esplicito, tutta l’informazione delle reti Mediaset e in buona percentuale anche delle reti pubbliche a nomina politica, era incentrata ad una sorta di propaganda continua da campagna elettorale in favore dell’allora governo. Si ricordino ad esempio le passerelle dopo il terremoto dell’Aquila, oppure le numerose trasmissioni create ad hoc per screditare l’opposizione, oltre a quelle chiuse appositamente (l’editto bulgaro contro Santoro, Biagi, Luttazzi). Altri tempi.

In questi giorni si sta assistendo ad uno spettacolo ugualmente deprecabile, seppur in una misura diversa, o per meglio dire, inversa. L’esempio che piú mi ha colpito è stata la distorsione del provvedimento volto a colpire le cosí dette pensioni d’oro che attuerà, seguendo un principio di equità, una logica di redistribuzione del reddito.

Il provveddimento introduce infatti un blocco dell’indicizzazione sui valori dell’inflazione che parte dalle pensioni tre volte superiori alla minima con un importo simbolico del 3%, fino al 60% per gli assegni superiori ai 4566 euro. L’adeguamento delle pensioni consiste in dei rialzi che scattano in automatico in base all’inevitabile incremento del costo della vita che ogni anno viene registrato dall’Istat. Intervenire su queste indicizzazioni non significa quindi prelevare direttamente degli importi, ma limare quelli previsti negli aumenti.

Il motivo per cui si sia dovuti partire dalle pensioni di 1522 euro è perchè bisognava rispettare un principio costituzionale che è quello della progressività, cosa altrimenti non possibile fare tout court soltanto per una determinata fascia di reddito. Se si guarda poi la tabella di seguito (fonte: IlSole24Ore), si nota come rispetto alle precedenti fasce (cinque contro le attuali sette) non ci sia stata alcuna stangata per i redditi più bassi, anzi si è colpito in pratica soltanto la fascia più alta limando il corrispettivo aumento dal 45% al 40%.

Ora, da qui a dire che il governo ha toccato le pensioni effettuando un salasso con dei prelievi cospicui ai pensionati dai 1500 euro in su, come hanno scritto i principali giornali italiani e come hanno ribadito quasi tutti i parlamentari dell’opposizione durante le discussioni parlamentari, distorce non poco la realtà e ha degli effetti devastati. Sia per l’immagine dell’Italia, sia per le persone, in questo caso anziane, che non sempre possono adeguatamente informarsi e difendersi da tali strumentalizzazioni, che vengono così messe in una condizione di falsa informazione e di infondato vittimismo.

Se il centrosinistra e in generale gli oppositori di questo imperfetto governo vogliono riuscire nel loro scopo di riconquistare una benchè minima credibilità e quindi consenso, dovranno adottare una strategia sicuramente diversa. Anche perchè nei casi in cui ci dovesse essere realmente necessità di denunciare provedimenti oggettivamenti iniqui, sarà difficile poi addentrarsi in delle battaglie di merito a fronte di una disinformazione costante.

Bisogna evitare di tornare ai tempi del berlusconismo mediatico quando il Paese era diviso unicamente tra berlusconiani e antiberlusconiani e nel quale si parlava di lifting, di trapianto di capelli, di scappatelle o gaffes varie. Altrimenti ci potremmo ritrovare facilmente in un Paese nel quale ci si è ormai divisi unicamente e in modo trasversale tra populisti e antipopulisti, nel quale le notizie del giorno le fanno i post su facebook dei principali esponenti del governo e si distoglie l’attenzione dai veri problemi, dai provvedimenti sui quali bisognerebbe insistere e soprattutto dalle cose da proporre.

Filippo Piccini

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