C’è la bozza del decreto: come funzioneranno reddito di cittadinanza e quota 100

Il reddito di cittadinanza sarà istituito a partire da aprile 2019 mentre da marzo non sarà più possibile presentare domanda per il Rei, il Reddito di inclusione che da aprile «non sarà più riconosciuto». È quanto si legge nella bozza di decreto su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Il Rdc viene definito «misura unica di contrasto alla povertà alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, della libera scelta del lavoro».

La platea: 1,4 milioni di famiglie, 27% sono single
La platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza sarà di 1.437.000 famiglie per 8,5 miliardi di spesa. I nuclei che potranno accedere al beneficio composti di una sola persona saranno 387.000 pari a oltre un quarto del totale (1,64 miliardi la spesa per questa componente). Saranno 198.000 le famiglie coinvolte con cinque componenti o più per 1,4 miliardi di spesa.

Anche stranieri residenti da 10 anni
Il reddito di cittadinanza potrà essere chiesto oltre che dai cittadini italiani in condizione di povertà anche dai comunitari e dagli extracomunitari purché abbiano un permesso di lungo soggiorno e siano residenti in via continuativa in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda. Le famiglie composte da soli stranieri che potrebbero accedere al reddito secondo le tabelle allegate al testo sono 259.000 per una spesa di 1,58 miliardi.

Integrazione fino 500 euro, 780 se in affitto
Il beneficio economico del reddito di cittadinanza integrerà il reddito familiare fino a 500 euro al mese (6.000 annui) per un single con una scala di equivalenza che può raggiungere al massimo il 2,1 (1.050 euro al mese) a fronte di almeno quattro persone se tutte maggiorenni e almeno cinque se nel nucleo c’è anche un minorenne. L’integrazione cresce fino a 280 euro al mese (per un totale di 780 euro se i redditi sono a zero) se la famiglia è in affitto. Il reddito viene riconosciuto per 18 mesi e può essere rinnovato dopo la sospensione di un mese.

Prelievo massimo contanti 100 euro mese
Con la carta del Reddito di cittadinanza si potranno prelevare contanti per un massimo di 100 euro al mese se si è single aumentati secondo la scala di equivalenza a seconda dei componenti del nucleo familiare (comunque non oltre 210 euro al mese). È vietato spendere soldi del Rdc per gioco d’azzardo pena la revoca del beneficio. Ai beneficiari del Rdc sono estese le agevolazioni sulle tariffe elettriche e del gas per le famiglie svantaggiate.

Per i furbetti reclusione da uno a 6 anni
Chi nella procedura del Reddito di cittadinanza «con dolo fornisce dati o notizie non rispondenti al vero, incluso l’occultamento di redditi o patrimoni a fini Isee al fine di ottenere il Rdc di cui altrimenti non sarebbe stato beneficiario è punito con la reclusione da uno a sei anni, oltre alla decadenza del beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito comunque disposti anche in assenza di dolo». Il Rdc non potrà essere richiesto se non dopo 10 anni dalla richiesta che ha dato luogo alla sanzione. Le sanzioni si hanno anche nel caso un componente della famiglia svolga attività di lavoro irregolare.

Dopo 12 mesi va accettato lavoro ovunque
I beneficiari del reddito di cittadinanza devono firmare un patto per il lavoro, ovvero fare formazione, ricerca attiva di lavoro, sostenere i colloqui e accettare ameno una di tre offerte di lavoro «congrue». Nei primi sei mesi di fruizione del reddito va accettata un’offerta entro 100 chilometri dalla residenza e entro 250 chilometri oltre il sesto mese di fruizione. Dopo il primo anno (12 mesi) invece l’offerta può riguardare tutto il territorio nazionale: sono esclusi da questo caso però famiglie al cui interno si trovino minori o disabili.

Per beneficiari anche assegno ricollocazione
I beneficiari del reddito di cittadinanza che non siano stati convocati dai centri per l’impiego strascorsi 60 giorni dalla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro avranno l’assegno di ricollocazione.Si precisa che questo accadrà nel 2019 in fase di prima applicazione del Reddito. L’assegno consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza intensiva alla ricerca di lavoro (centri per l’impiego o agenzie per il lavoro accreditate).

I requisiti
Il beneficiario del reddito di cittadinanza dovrà essere in possesso della cittadinanza italiana «o di paesi facenti parte dell’Unione europea, ovvero suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero proveniente da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo». Dovrà anche essere residente in Italia «in via continuativa da almeno 10 anni». Quanto ai requisiti reddituali e patrimoniali il nucleo famigliare deve avere un reddito Isee inferiore a 9.360 euro. Potrà comunque essere intestatario della prima casa e potrà avere anche una seconda casa purché la rendita catastale non superi la soglia di 30.000 euro. Infatti il suo patrimonio immobiliare «diverso dalla casa di abitazione» non deve essere «superiore ad una soglia di 30.000 euro». Quanto al «patrimonio mobiliare» non deve essere superiore a 6.000 euro accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. Questi massimali sono aumentati di 5.000 euro per ogni figlio con disabilità. Inoltre nessun componente della famiglia deve essere intestatario di un’auto acquistata sei mesi prima della richiesta di Rdc. E comunque non potrà avere un autoveicolo di cilindrata superiore a 1.600 c.c. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 c.c. immatricolati nei due anni antecedenti la richiesta. Sono fatti salvi autoveicoli e motoveicoli per persone con disabilità.

Con partenza da aprile spesa 2019 sarà 6,5 miliardi
La spesa complessiva per il contrasto alla povertà nel 2019 sarà di 6,5 miliardi, ovvero pari a 6,11 miliardi per il reddito di cittadinanza in vigore da aprile e circa 400 milioni per i primi tre mesi dell’anno per il Rei, il reddito di inclusione che sarà sostituito dal Rdc. La spesa prevista per un anno intero è 8,14 miliardi per 4,34 milioni di persone in 1.375.000 famiglie (sono esclusi gli stranieri che pur essendo in povertà non hanno il permesso di lungo soggiorno)). Partendo il primo aprile la spesa per il 2019 scende a 6,11 miliardi.

Per nuclei over 65 arriva pensione cittadinanza
Per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno più di 65 anni in condizione di povertà il Reddito di cittadinanza assume la denominazione di Pensione di cittadinanza. Per accedere alla misura bisognerà avere un reddito familiare inferiore a 7.560 euro annui. La pensione di cittadinanza comunque sarà integrativa rispetto ai redditi che ha la famiglia.

Quota 100, uscita 2019-21 con 62 anni e 38 di contributi
Per il triennio 2019 in via sperimentale si potrà andare in pensione anticipata con 62 anni di età e almeno 38 di contributi. Nella bozza si precisa che il requisito è «successivamente» adeguato agli incrementi della speranza di vita. La pensione con la cosiddetta Quota 100 non è cumulabile fino al raggiungimento del requisito di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendente o autonomo a meno che non sia autonomo occasionale entro i 5.000 euro annui. È prevista una decorrenza di tre mesi per i lavoratori privati e di sei mesi per i pubblici. La prima finestra per i privati è aprile 2019 mentre la prima per i pubblici è luglio 2019. È previsto un preavviso per i pubblici alle amministrazioni di almeno sei mesi.

Quota 100, arriva pace contributiva: massimo cinque anni
In via sperimentale per il triennio 2019-21 si potranno riscattare in tutto o in parte i periodi non coperti da contribuzione per i quali non sussista obbligo contributivo (come ad esempio il congedo parentale facoltativo, ndr). Sarà possibile solo per chi è interamente nel sistema contributivo e quindi non ha anzianità contributiva precedente il 31 dicembre 1995. Questa facoltà è esercitabile per un periodo non superiore a cinque anni anche non continuativi. L’onere sarà detraibile dall’imposta lorda per il 50%. Il versamento dell’onere potrà essere fatto con un’unica soluzione o al massimo in 60 rate mensili ognuna non inferiore a 30 euro senza applicazione di interessi per la rateizzazione. la rateizzazione non può essere concessa nel caso in cui i contributi debbano essere usato per l’immediata liquidazione della pensione.

Pubblica amministrazione, convenzioni con banche per anticipo tfr
Ai dipendenti pubblici che andranno in pensione con quota 100 o in pensionamento anticipato, il trattamento di fine rapporto verrà corrisposto «al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione». Si precisa che le pubbliche amministrazioni stipulano apposite convenzioni con Istituti di credito per l’erogazione anticipata nei quali siano preventivamente fissati i limiti dei tassi di interesse.

fonte: LASTAMPA.it

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