Revenant – Redivivo // Alejandro Gonzales Inarritu

Ci sono forze in grado di rianimare anche un cuore di ghiaccio. Dolori capaci di strappare alla morte un uomo spacciato. E vendette che infondono una quasi innaturale sete di rivalsa a un’anima disperata e distrutta.

Ho atteso a lungo prima di decidermi a guardare RevenantRedivivo di Alejandro Gonzales Inarritu (regista del particolare Birdman). Non so bene il perché. Poi, qualche sera fa ho infilato le cuffie e premuto play. L’ho guardato vivere sullo schermo del mio cellulare. La sua potenza narrativa e visiva è riuscita a sfondare i pochi pollici dello schermo, travolgendomi con la sua furia.

Tutto inizia in Nord Dakota, nel lontano 1823. Quella in cui approdiamo è una terra di frontiera. Qui le leggi degli uomini si infrangono contro la potenza della natura e anche gli animi più ferrei sono toccati dalla selvaggia realtà che li circonda. Hugh Glass è un trapper. Una guida assoldata per una battuta di caccia. Le pelli sono il prezioso bottino da riportare indietro, più prezioso quasi della vita stessa degli uomini che si sono spinti fin laggiù per strapparla dai corpi caldi degli animali. Il gruppo viene però attaccato dai feroci indiani Arikara e il fiume si tinge di rosso.

Quello che in apparenza si presenta come un moderno film western, in realtà ben presto si trasforma in qualcosa di molto più complesso. Glass ha perso la moglie. Un’indiana appartenente alla tribù Pawnee. Tutto ciò che gli resta è il figlio, Hawk. Nonostante i modi rudi e le parole ridotte a flebili bisbigli da pronunciare lontano dalle orecchie degli uomini della spedizione, Glass nutre un amore profondo per il ragazzo.

Mentre cerca una via di fuga, Glass viene attaccato da un orso femmina di grizzly. L’orso, particolarmente aggressivo per via della presenza dei cuccioli, dilania il corpo di Glass. Una scena spaventosa, realistica e talmente brutale nella sua veridicità da lasciarmi inorridita. Eppure la stessa furia dell’orso, innescata da un atavico istinto di protezione verso la propria prole, emergerà anche in Glass. L’uomo, spogliato dalla sua veste addomesticata, si rivela per quello che è. Le ferite riportare da Glass, che riesce comunque ad uccidere l’orso, sono spaventose e non gli danno speranze.

Il Capitano Henry, comandante della spedizione, decide di lasciare alcuni uomini a vegliare Glass fino alla sua morte per dargli infine la giusta sepoltura che merita. Glass però non morirà, ma dovrà assistere a qualcosa di ancora più devastante.

Qui mi fermo! Non voglio svelare troppo a chi ancora non ha visto il film.

RevenantRedivivo è un film che lentamente muta come il susseguirsi delle stagioni. Dalle chiome verdeggianti degli alberi si passa inesorabilmente al gelido biancore di un paesaggio innevato. Il vento sferza incessantemente la terra, scuotendo l’anima degli uomini. Glass è un redivivo. Un uomo che porta la morte dentro di se, animato solamente dalla cieca sete di vendetta. E quando questa si compie il suo corpo si accascia, il suo sguardo si vela e la sua mente sembra quasi mollare gli ormeggi logori che lo hanno tenuto legato ad una vita terrena che non gli appartiene più.

Inarritu ci regala una storia aspra e cruda, ispirata alla vera vita di Hugh Glass. In un film dove le parole non hanno quasi peso, è la siderale natura che circonda Glass a raccontare la sua storia.

Impossibile non rimanere incantati dalla fotografia di Emmanuel Lubezki che gioca in maniera sublime con la luce naturale.

Per la sua interpretazione di Hugh Glass, Leonardo Di Caprio vince finalmente il tanto agognato Oscar. Personalmente credo Di Caprio l’Oscar lo avrebbe meritato in molte altre occasioni, qui però pur parlando pochissimo riesce ad esprimere con la sua fisicità tutto il dolore corrosivo di un uomo pronto a sfidare una terra ostile pur di mettere a tacere il grido disperato che gli urla incessantemente nel cuore.

Buona Visione

Serena Aronica

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