La donna perfetta // Frank Oz

Se una donna potesse aprire un piccolissimo pertugio nella calotta cranica di un uomo, anche il più dichiaratamente aperto mentalmente, cosa troverebbe? Probabilmente molte cianfrusaglie e il desiderio nascosto di avere al proprio fianco la donna perfetta! Cosa che, almeno io, non sono!

Eh si… una donna pronta a sfornare manicaretti a tempo di record, maniaca della pulizia, chioccia onnipresente, indiavolata tra le lenzuola e permissiva fino all’inverosimile. Un sogno… o un incubo a seconda dei punti di vista!

Tutto questo si riversa, come densa melassa sciropposa, nel film del 2004 di Frank Oz: La donna perfetta. Tratto dall’omonimo romanzo di Ira Levin e remake de La fabbrica delle mogli del 1975, il film di Oz punta il dito contro un moderno stile di vita che vuole le donne sempre più affogate nell’oceano burrascoso della propria carriera. E se le donne sembrano emergere dai flutti della vita come baleniere inarrestabili, gli uomini appaiono come mozzi piegati a lavare il ponte della nave. Un tantino eccessivo? Non nel film!

Joanna Eberhard (Nicole Kidman) è la classica donna in carriera a tempo pieno, ma è anche madre e moglie. Al timone di un prestigioso network televisivo, Joanna è completamente assorbita dal proprio ego. Ma ad un tratto il suo dorato castello di carte crolla e viene licenziata in tronco. Joanna si ritrova così a dover affrontare la realtà fatta di un rapporto di coppia in profonda crisi e un esaurimento nervoso che la porta verso la depressione. Suo marito Walter (Matthew Broderick) decide quindi che è meglio buttarsi tutto alle spalle e trascina la propria famiglia nell’idilliaco paradiso chiamato Stepford.

Una cittadina che sembra uscita da una rivista con villette a schiera, giardini impeccabili, centro benessere per le mogli e club per gli uomini. Gli uomini di Stepford hanno macchine lussuose e mogli bionde sempre perfette. A incrinare la perfezione cittadina i tre nuovi arrivati, ovvero Joanna, Bobbie (Bette Midler) scrittrice anticonformista e Roger (Roger Bart) un architetto gay. I tre ben presto inizieranno a nutrire seri dubbi sull’idilliaca cittadina e i suoi abitanti e si renderanno conto che dietro l’apparente facciata patinata di Stepford si nasconde qualcosa di strano. Quale segreto custodisce il padre della comunità, il misterioso Mike Wellington (Christopher Walken)?

La donna perfetta è una commedia leggera che a tratti non disdegna le tinte noir. Un film in rosa, dove lo stucchevole mondo paradossale architettato apparentemente dagli uomini, finisce per rivelarsi ben altro. Un sogno, un’utopia irrealizzabile che finisce per infrangersi contro la realtà.

Buona Visione

Serena Aronica

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