In Sardegna c’è l’accordo per il latte: agli allevatori 74 centesimi al litro

Per trovare l’accordo è bastato un piccolo passo in avanti: dai 72 centesimi ai 74. E così l’intesa sul prezzo del latte sembra riportare in Sardegna finalmente un po’ di pace. Dopo settimane di proteste, blocchi stradali e cisterne svuotate e incendiate, nelle campagne si tenta di riportare la situazione alla normalità. Quello di oggi a Sassari è stato un incontro lungo ma fruttuoso. Gli industriali del pecorino e i rappresentanti dei pastori hanno firmato l’accordo sull’acconto per i conferimenti a partire dal mese di marzo. Con una promessa: quella di arrivare al tanto sognato euro a litro grazie alle compensazioni pubbliche e all’aumento dei prezzi del formaggio.

L’accordo è ovviamente di tipo economico, ma non solo. Per l’annata in corso il sistema di pagamento sarà uguale tra cooperative e industrie private. Da aprile, però, è prevista una verifica mensile dei prezzi dei formaggi Dop, ai quali sarà adeguato il prezzo di acconto del latte. Il conguaglio si stabilirà a novembre e sarà calcolato sulla media del costo di vendita dei tre pecorini con marchio di qualità tra novembre 2018 e ottobre 2019. L’altra parte dell’intesa riguarda la programmazione delle quote di formaggio e latte e le penalità per chi non le rispetta: in questo modo saranno ridefinite delle quote di latte per ogni tipo di formaggio e si darà la possibilità ai pastori di vendere il proprio latte anche a diverse strutture di trasformazione. «È la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi -dice il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio – Posso assicurare che quello di oggi è solo l’inizio. Andiamo avanti e ci mettiamo a disposizione, lavorando in modo serio sull’organizzazione dell’intera filiera e il rilancio del settore come ho sempre promesso».

Ad agevolare la conclusione positiva della lunga trattativa tra pastori è industriali è stato anche l’intervento del Governo e della Regione. Giusto ieri, infatti, il Governo aveva firmato un decreto che consentiva di investire 24 milioni per sostenere la filiera dell’allevamento ovino e della trasformazione. Con 14 milioni sarà acquistato il formaggio in eccesso, mentre altri 10 milioni saranno utilizzati per sostenere i piani della filiera ovina e gli ultimi 5 milioni per abbattere gli interessi pagati dagli allevatori sui prestiti. Anche la Regione, oramai due settimane fa, aveva mantenuto la promessa di sostenere il settore ovicaprino e stanziato altri 18 milioni per il ritiro delle scorte invendute, che nel corso dei mesi avevano causato l’abbassamento dei prezzi.

fonte: LASTAMPA.it

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