Adulti nella stanza. La mia battaglia contro l’establishment dell’Europa // Yanis Varoufakis

Yanis Varoufakis è stato ministro delle finanze della Grecia per ben 3888 ore, quelle della notte più buia della democrazia europea, nella quale si è scoperto che anche uno Stato sarebbe potuto fallire e si è deciso, nonostante la bancarotta fosse tecnicamente compiuta, di evitarlo in nome di quella parolina magica che è “debito”.

Il libro è un racconto dei sei mesi in cui, nel suo ruolo, cercò di convincere gli eurocrati a rinegoziare il debito della Grecia, nonostante tutti, Germania in primis, fossero assolutamente contrari. Qualsiasi soluzione diversa infatti, che è stata poi adottata, avrebbe visto infrangere quell’autoritaria razionalità liberista con cui tutti i paesi europei in difficoltà hanno dovuto fare i conti, ovvero, l’austerity.

Yanis Varoufakis ha lasciato la sua impronta, non soltanto per il suo modo di essere, un ministro che girava in motocicletta e che dopo un vertice internazionale era capace di scendere in piazza a fianco degli studenti, ma per il tentativo che ha pagato con l’esclusione dallo stesso governo Tsipras di cui faceva parte, il quale ha deciso invece di intraprendere la strada più lunga e onerosa per i propri cittadini.

Il testo risulta a metà strada tra un memorandum e un thriller che, nonostante la crisi greca sia ormai alle spalle nei suoi aspetti salienti, torna attuale e risulta utile da leggere nell’immaginare cosa potrà accadere ad un altro paese che inaspettatamente potrebbe presto trovarsi a subire il modus operandi qui raccontato; l’isola di Shakespeare e della Thatcher.

Filippo Piccini

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