Il racconto dei racconti – Tale of Tales // Matteo Garrone

Sembra ormai così flebile la magia e l’incanto esercitato dalle favole. Racconti tramandati accanto al fuoco, o letti nella penombra di una cameretta prima di mettere a dormire i bambini. Cibo per la fantasia, metafore delle nostre esistenze. Nelle fiabe, talvolta eviscerate delle loro interiora sanguinolente e oscure, si celano le debolezze di ogni uomo e di ogni donna.

Il racconto dei racconti – Tale of Tales segna un momento importante per il cinema di genere nostrano. Matteo Garrone sceglie infatti di addentrarsi in un luogo magico e affascinante come quello delle favole. Il film del 2015, porta sul grande schermo l’adattamento cinematografico di tre dei cinquanta racconti presenti nella raccolta Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile. Il cinema italiano, negli ultimi anni, ci ha abituati a commedie spesso di dubbio gusto. Per questo vedere qualcuno osare con un genere tanto complesso come il fantasy ha creato una potente aspettativa, e forse in qualcuno anche la cinica certezza di un fallimento totale. Il fantasy sembra infatti sinonimo di Colossal, soprattutto in virtù del fatto che il pubblico si è lasciato rapire dalla suggestiva complessità e bellezza de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e più recentemente dalla saga de Il Trono di Spade.

Garrone per la sua fiaba sceglie un cast internazionale di tutto rispetto come il bravissimo, ma poco sfruttato, John C. Reilly, Salma Hayek e Vincent Cassel. Pulsa poi il desiderio di ridurre al minimo la spesso controproducente e invadente CGI, preferendo effetti speciali più artigianali. Il risultato è sicuramente più realistico, anche se anacronistico. Si percepisce la mancanza del digitale, al quale siamo sempre più abituati, ma si respira quell’aria da film vecchio stile a tratti quasi televisivo. In alcuni momenti il film di Garrone mi ha riportata con la memoria alle atmosfere di Fantaghirò, la miniserie del 1991 diretta da Lamberto Bava, e che io adoravo!

Il racconto dei racconti attraverso draghi dormienti, Regine affamate di maternità, Re viziosi o ossessionati da piccoli e strambi segreti e vecchie che bramano la giovinezza ci parla di quelle debolezze umane che non conoscono età, proprio come le fiabe.

Buona Visione

Serena Aronica

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